Lega: "Anche per le imprese viterbesi l’unica soluzione è "l'anno fiscale bianco""
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VITERBO - "L’anno bianco fiscale è l’unica soluzione percorribile per salvare la nostra economia dal pantano in cui rischia di annegare quando l’emergenza sanitaria del CoronaVirus sarà superata. Le nostre aziende, i nostri lavoratori, e tutti gli operatori economici sono in grande difficoltà, con il serio rischio di chiudere le proprie attività per sempre", così Lega Viterbo.

VITERBO – “L’anno bianco fiscale è l’unica soluzione percorribile per salvare la nostra economia dal pantano in cui rischia di annegare quando l’emergenza sanitaria del CoronaVirus sarà superata. Le nostre aziende, i nostri lavoratori, e tutti gli operatori economici sono in grande difficoltà, con il serio rischio di chiudere le proprie attività per sempre”, così Lega Viterbo.

“Per una tale situazione – continuano in una nota – è necessaria una cura d’urto e non semplici palliativi. La Lega anche stavolta precorre i tempi e come si era resa conto della minaccia epidemiologica ai primi segnali, anche stavolta anticipa il quadro economico devastante, che a breve potrebbe materializzarsi, con la proposta dell’anno bianco fiscale.

Come ha ben detto il il leader della Lega Matteo Salvini commentando il decreto del Governo,” qui non si tratta di rinviare per due o tre mesi i pagamenti, ma si tratta di sospenderli e annullarli. Chi non riesce a pagare l’iva o contributi Inps o Inail in questo momento non riuscirà a farlo nemmeno a maggio o giugno, poiché non avendo lavorato per uno, due, tre quattro mesi, non avrà comunque i soldi sul proprio conto corrente per pagare”.

L’unica soluzione per la Lega è quindi “sospendere e azzerare per poi ripartire. Come Lega l’abbiamo chiamato “l’anno fiscale bianco” visto che di zone rosse ce ne sono purtroppo troppe.”

L’anno bianco fiscale dovrà quindi riferirsi all’intero 2020: chi non incassa, chi non fattura, chi non produce non paga. La riteniamo una proposta di buonsenso che può davvero restituire un po’ di respiro alle troppe imprese ormai in affanno. D’altronde è semplice, non si può pagare su quello che non si ha o non si incassa.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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