Leali (Tuscia in Jazz): "Il Comune di Viterbo mi ha fatto perdere 14mila euro"
Italo Leali
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“A Castiglione già hanno pagato per l'edizione di Pasqua, così come succede a Bagnoregio che quando faccio delle iniziative paga subito. A La Spezia invece danno pure l’acconto del 50% tre mesi prima”. Invece dal Comune di Viterbo Leali non riceve risposte

Fuori dal Capoluogo, per una scelta di sopravvivenza. Italo Leali ha appena chiuso l’edizione primaverile del suo Tuscia in Jazz a Castiglione in Teverina, realizzato con un contributo del Comune “che ha già pagato”.

Al contrario di quello che avrebbe fatto quello di Viterbo, che avrebbe accumulato un debito di circa 14 mila euro nei confronti di Italo Leali, dopo avergli commissionato vari spettacoli, promesso contributi e poi essersi rimangiato le parole. “Tra i concerti a Bagnaia, il Gospel Festival e il festival pasquale dell’anno scorso, il Comune di Viterbo – sostiene Leali – non ha pagato 14 mila euro”. Che salgono a 22 mila se si considerano altri debiti pregressi. Cifre monstre che raccontano di una preoccupante incapacità di mantenere gli impegni da parte del Comune di Viterbo.

La difficoltà sta anche nel confronto con gli amministratori, pronti ad alzare la cornetta del telefono per promettere, così come pronti a non rispondere più per chiarire o trovare una soluzione. “E poi organizzano mostre per 41 mila euro, dove vanno 200 persone in due giorni, ne abbiamo fatte di più noi! È ridicolo leggere gli entusiasmi dell’amministrazione di fronte a queste cifre – aggiunge – anche se la mostra è molto bella. Ma fa ridere. Noi con una spesa di 2500€ abbiamo portato, solo a Pasquetta, 270 persone a pranzo a 30€ e non a 3\5€ come a Viterbo. 1000 visitatori al Museo del Vino e 500 spettatori ai concerti in un paese da 2700 abitanti”.

Ma non è solo questione dei “debiti”, ma anche di tempi. “A Castiglione già hanno pagato per l’edizione di Pasqua, così come succede a Bagnoregio che quando faccio delle iniziative paga subito. A La Spezia invece danno pure l’acconto del 50% tre mesi prima”. Invece dal Comune di Viterbo Leali non riceve risposte. “Giocano con la vita delle persone, noi manteniamo gli impegni e l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi non risponde nemmeno al telefono”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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