Le telecamere della Rai al flash mob etrusco
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TARQUINIA - Il centro storico di Tarquinia improvvisamente animato da etruschi a passeggio e ballerine antiche: è questo che hanno potuto ammirare turisti e passanti grazie all’affascinante iniziativa messa in campo da Pro loco, Viva Tarquinia e Tarquinia nel cuore.

TARQUINIA – Il centro storico di Tarquinia improvvisamente animato da etruschi a passeggio e ballerine antiche: è questo che hanno potuto ammirare turisti e passanti grazie all’affascinante iniziativa messa in campo da Pro loco, Viva Tarquinia e Tarquinia nel cuore che ha visto come protagonisti gli attori del teatro popolare di Tarquinia.

Sotto gli sguardi affascinati e curiosi dei passanti, che non hanno lesinato di scattare foto ai figuranti in abiti etruschi con lo sfondo delle bellissime piazze del centro storico, una troupe televisiva ha infatti immortalato Tarquinia nella sua veste più affascinante.

Racconta Laura Liguori: “Assieme ad Alberto Tosoni avevamo in programma da settimane questo doppio servizio con la Rai, e dopo aver esplorato Etruscopolis con la padrona di casa Daniela Bordo e parlato del mese degli etruschi, non potevamo non portare le telecamere della tv alla scoperta della nostra cittadina. Gli attori del teatro popolare, sempre a disposizione per Tarquinia, si sono prestati con trasporto e simpatia, rendendo queste riprese un vero evento apprezzato da passanti e turisti; fondamentale anche la presenza dei rappresentanti delle associazioni, Stefano Attili della Pro loco e Maria Antonietta Valerioti di Viva Tarquinia, e ovviamente dal regista Alberto Tosoni; grazie a loro abbiamo già  aperto la strada a futuri nuovi servizi nell’ottica di parlare sempre di più della nostra cittadina”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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