Le scuole di via Carlo Cattaneo in una giungla di macchine, viabilità in tilt su tutta l'area
Via Cattaneo 02
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VITERBO - Nella zona mancano parcheggi e l'unico respiro è dato dal piazzale del rettorato Unitus, che però non è sufficiente a reggere "la botta". Risultato? Un mare di macchine che cingono d'assedio l'intero plesso scolastico composto da Radice (Infanzia), Canevari (Primaria) e Vanni (medie).

VITERBO – L’area intorno alle scuole di via Cattaneo è “scoppiata” sul piano della viabilità. Una progettazione infelice dell’intero quartiere ha portato a una situazione quotidianamente difficile da gestire, con l’esplosione di un vero e proprio caos quando sono aperte le scuole. Il primo giorno del ritorno in classe di questo 2024 è stato reso ancora più difficile dal divieto di transito in un tratto di via Santa Maria in Gradi, quello che dall’incrocio con via Sabotino va verso la Cimina, per via del crollo di un muro privato.  

Nella zona mancano parcheggi e l’unico respiro è dato dal piazzale del rettorato Unitus, che però non è sufficiente a reggere “la botta”. Risultato? Un mare di macchine che cingono d’assedio l’intero plesso scolastico composto da Radice (Infanzia), Canevari (Primaria) e Vanni (medie). Migliaia di ragazzi che ogni giorno devono arrivare a scuola, il più delle volte accompagnati in auto dai genitori. Così tutti si inventano un parcheggio, lasciando la macchina praticamente ovunque, ma il semplice spostamento in simultanea ingorga una viabilità davvero impossibile. 

Chiaramente la situazione non può essere risolta multando perché multare qualcuno che accompagna il figlio a scuola perché è costretto a lasciare l’auto messa male non essendoci parcheggi somiglierebbe molto alla classica beffa che segue il danno. Una cosa è chiara così è difficile andare avanti per tutti: i genitori, gli alunni, gli abitanti del quartiere e chi è costretto ad attraversarlo per andare al lavoro. Il divieto di transito su via Santa Maria in Gradi è la goccia che fa traboccare il vaso già colmo. 

Per Palazzo dei Priori un grattacapo che necessita di un intervento. Anche se servirebbe più un mago per metterci mano ora, con un intero quartiere densamente cementificato, con una scuola grande al centro e pochissimi parcheggi. 

Il caos di auto inoltre innalza i rischi per i pedoni, in massima parte bambini e ragazzi.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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