Le scuole di Orte diventano plastic free
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ORTE - Approvata la delibera che abolisce bottiglie di plastica e altri prodotti monouso. L'assessore Fuselli: "Presto gli erogatori automatici d'acqua in tutti gli istituti".

ORTE – Le scuole di Orte diventano plastic free. Con una delibera d’indirizzo approvata lo scorso 6 febbraio, la giunta guidata dal sindaco Angelo Giuliani ha bandito la plastica monouso negli istituti presenti sul territorio comunale.

“L’istituto superiore Fabio Besta già da un anno ha sostituito i distributori di bottigliette d’acqua con un erogatore automatico – spiega l’assessora all’Ambiente e alla Pubblica istruzione Mariastella Fuselli – Questo ha permesso di risparmiare oltre 35mila bottiglie e circa 10mila euro. Il discorso sarà esteso anche alle mense, dove vengono già utilizzati piatti e bicchieri compostabili. Consegneremo agli alunni delle buste antispreco, per evitare di buttare via il cibo, e ho chiesto di eliminare anche lì le bottigliette d’acqua di plastica. Ogni studente riceverà una borraccia in alluminio personalizzata col proprio nome e lo stemma del comune di Orte”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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