Le Recensioni di Gloria - 'Le segnatrici' di Emanuela Valentini
Foto Gloria Donati
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Si tratta di un thriller emozionante e ricco di colpi di scena, la narrazione è semplice e immersiva e sa coinvolgerci nel mondo di Sara Romani, un chirurgo oncologico che lavora a Bologna.

LE RECENSIONI DI GLORIA – Buonasera amici, eccomi a parlarvi del libro di Emanuela Valentini “Le segnatrici”.

Si tratta di un thriller emozionante e ricco di colpi di scena, la narrazione è semplice e immersiva e sa coinvolgerci nel mondo di Sara Romani, un chirurgo oncologico che lavora a Bologna, la cui quotidianità è stata presto stravolta dal ritrovamento di un corpo: quello di Claudia, una bambina scomparsa molti anni prima.

Sara è costretta a tornare nel suo paese d’origine dove ricordi, segreti e un’atmosfera soffocante l’aspettano. Il suo unico pensiero è tornare a Bologna.

Presto, finita la cerimonia riesce a fuggire da quel luogo per tornare nella sua città dove spera di dimenticare tutto, ma all’improvviso la sparizione di un’altra bambina: Rebecca; cambia tutto.

Un romanzo che non permette di esser riposto sul comodino! Invoglia a proseguire la lettura perché la capacità di Emanuela è quella di farci immedesimare nel libro. Viviano ciò che vive Sara, i paesaggi che ci descrive, la montagna, gli eventi…è come se si materializzassero davanti a noi. E le emozioni, dentro.

Vi consiglio il libro perché non sbaglierete di certo!

Qualcosa sull’autrice: Emanuela Valentini vive e lavora a Roma come editor freelance.
Ha vinto numerosi premi per la narrativa breve e ha pubblicato in digitale il serial Red Psychedelia. I suoi racconti sono stati tradotti in varie lingue. Scrive per Wired Italia.
“Le segnatrici” è il suo debutto nel thriller, in corso di pubblicazione in diversi Paesi del mondo.

Ringrazio l’agenzia letteraria @storieinfinite.it per avermi inviato il suo accattivante scritto.

Per altre recensioni potete trovatemi su instangram e titktok come @glo.donati ‎

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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