Le Recensioni di Gloria - Intervista allo scrittore di thriller Federico Mazzi
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Cari amici oggi ho intervistato per voi Federico Mazzi scrittore perugino di ben tre libri thriller: “Note stonate dì un carillon nella notte”, “Frammenti d'anime come schegge impazzite” e “Polvere e ossa nel canto dei sepolcri”.

LE RECENSIONI DI GLORIA – Cari amici oggi ho intervistato per voi Federico Mazzi scrittore perugino di ben tre libri thriller: “Note stonate dì un carillon nella notte”, “Frammenti d’anime come schegge impazzite” e “Polvere e ossa nel canto dei sepolcri”.

Quando hai iniziato a scrivere?

“Ho iniziato a scrivere al liceo, come valvola di sfogo. In quel momento, ho creato i personaggi dei miei libri: ero una ragazzo solo e servivano a farmi compagnia. Ma non ho mai avuto tempo di sedermi e scrivere compiutamente tutte le storie che mi raccontavano. Nel 2020 di tempo ne abbiamo avuto anche troppo e l’ho usato per mettermi in ascolto di questi vecchi amici è nato note stonate”.

Perché scrivi thriller?

“Scrivo thriller perché da sempre sono un cultore del genere e si può scrivere bene solo ciò che si conosce e si padroneggia”.

Quanti libri hai scritto?

“Da poco è uscito il mio terzo libro, ‘Polvere e ossa nel canto dei sepolcri’ che, con ‘Note e frammenti d’anime come schegge impazzite’ racconta la Perugia noir del commissario Martelli e dell’uomo con il carillon.

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro come ‘Polvere e ossa’?

“Scrivere Polvere non è stato semplice, essendo la seconda parte di un prequel e avendo già raccontato il presente in Note. Ma volevo una storia potente che rappresentasse il collegamento tra Frammenti e Note, che quindi mi permettesse di proiettarmi con forza verso le prossime avventure del commissario.

Nel tuo terzo romanzo ‘Polvere e ossa nel canto dei sepolcri’ citi spesso il numero sette come mai? C’è una motivazione?

“Quando mi sono chiesto come chiudere il passato del commissario, mi sono ricordato che in note avevo citato una serie di omicidi rituali accaduti qualche anno prima. Quale migliore occasione di unire una storia thriller al numero 7? Il numero 7 mi ha sempre affascinato.

È un numero dal potere mistico straordinario: è la somma di un numero umano (il 4) e un numero divino (il 3); identifica la somma tra il trivio e quadrivio, cioè tutte le arti liberali (umanistiche-trivio scientifiche quadrivio). 7 poi ricorre nella bibbia.

Mi piaceva l’idea di usare questo numero. E ho scelto i sigilli dell’apocalisse per due ragioni : i sette peccati erano già visti; la lettura dell’apocalisse è un trip fenomenale, anche per i non credenti come me. E così è nato Polvere e ossa”.


Breve sinossi di polvere e ossa. Pochi mesi dopo il caso delle baby prostitute, Perugia torna nuovamente scenario di morte e paura.

“Una ragazza, che sembra apparsa dal nulla, semina il terrore uccidendo persone che non hanno alcun legame o connessione. Un unico filo conduttore sembra muovere le sue azioni: i cadaveri, orrendamente mutilati, vengono composti in modo da richiamare i sette sigilli dell’apocalisse”.

Chi è questa ragazza? “È una folle che sente le voci e crede davvero di poter scatenare l’apocalisse? Oppure è una mente lucida, che sa ciò che fa e segue un piano ben preciso? E dove è finito l’uomo con il carillon?

I romanzi sono editi dalla casa editrice Armando de Nigris.


Gloria Donati è una bookstagrammer. Potete trovarla su Instagram con il nome di @glo.donati. 

 

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