Le Recensioni di Gloria - 'Dove riposa la luce', intervista a Remy
Foto Gloria Donati
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Ciao Remy, grazie per affidarti a noi della Fune per far conoscere il tuo romanzo “dove riposa la luce” parlaci un po’ di lui.

VITERBO – Ciao Remy, grazie per affidarti a noi della Fune per far conoscere il tuo romanzo “Dove riposa la luce” parlaci un po’ di lui.

Il libro dove può essere acquistato?

“In tutti gli shop online, come Mondadori, Feltrinelli etc, e sul sito del Gruppo Albatros. Potete anche ordinarlo per ritirare in libreria, se preferite. Ma se volete avere qualche extra come dediche e gadget potete contattarmi su Instagram in DM, alla pagina remybolt77”.

Da dove è nata l’idea per questa storia tra fantascienza e fantasy?

“L’idea nasce da un canale scientifico che raccontava del futuro di una Terra senza Sole. Sono partito da lì per poi lasciarmi portare dalla storia di un mondo lontano, che in realtà tanto lontano non è… Adoro gli elementi fantasy e l’infinita possibilità di varianti rispetto a un mondo che conosciamo fin troppo bene. L’importante è che il lettore si ritrovi in quei personaggi e nei loro sentimenti così umani”.

Hai in mente un seguito?

“Oh, sì. È già scritto in realtà, aspetto soltanto che il primo capitolo venga conosciuto un po’ di più, e per questo vi ringrazio per avermi offerto l’opportunità di farlo conoscere. Sarà più cupo, perché la notte è più profonda prima che sorga il sole. Perché i nostri lettori dovrebbero acquistare questo libro secondo te.

Questo libro è scritto per sognatori, per persone che non amano stare coi piedi per terra. È scritto per sorprendere, stravolgere e commuovere. È scritto in modo imprevedibile, ricco di colpi di scena di forte impatto, perché volevo che sorprendessero me per primo. La vita è imprevedibile, figuriamoci su un mondo alla deriva nello spazio. Nessuno è al sicuro. Al tempo stesso, la storia offre un raggio di speranza perché un libro deve comunque ispirare. La luce non riposa mai…”.

Quando hai scoperto che la scrittura era il tuo mondo?

“Ah, l’ho scoperto? Lol. Devo essere sincero, ho iniziato a scrivere per gioco e non pensavo sarei arrivato qui oggi. Ma ci ho preso gusto strada facendo e voglio continuare, ho scritto già altre storie che non vedo l’ora di farvi conoscere. La prossima uscirà prima del prossimo SalTo 2025. È una storia completamente diversa, più intima, quasi un libro di auto-aiuto ma legato ai viaggi nel tempo”.

Tornando indietro, alimenterei quella passione innata che avevo da bambino e che ho messo da parte nella vita da adulto. Ma le storie non invecchiano mai, giusto?”.

“Il personaggio che più ti ha colpito e a cui ti sei affezionato di più quale è? E perché?

“Le mie sono quasi sempre storie corali, diverse prospettive sulla stessa realtà. Lascio una parte di me in ogni personaggio e fatico a preferirne uno. Mi ha divertito molto scrivere di Paik e amo la profondità di B’yun, così come la dolcezza di Gally. Ma non lo dite agli altri personaggi, per favore”.

Hai consigli da dare a chi sta realizzando il suo primo libro?

“Sì scrive tanto, forse troppo, al giorno d’oggi. Non è un male, ma fate che le vostre storie abbiano qualcosa di nuovo da raccontare.
Un libro parte da dentro, da quello che siete e che sognate. Perciò lavorate su voi stessi, miglioratevi e siate leali a voi stessi per primi. Ispirate i vostri lettori, rendete migliore questo mondo con le vostre trame. E armatevi di pazienza, non avete idea di quanto tempo ci voglia per pubblicare un bel libro…”.

 

La trama
La popolazione di Cayu ha vissuto una violenta pandemia, il sovrappopolamento, l’inquinamento e la battaglia giornaliera con il degrado morale. Convinta ancora una volta di farcela viene minacciata da un nuovo cataclisma, qualcosa che cambierà ancora le regole. La storia corale si dipana freneticamente attraverso gli occhi dei molti personaggi, messi di fronte allo specchio che mette a nudo le loro debolezze e il loro vero valore, tutti uniti dalla ricerca della salvezza. Un cammino che riserverà loro nuove sfide da affrontare e nuovi drammi, alla ricerca della pace e della giustizia per la rinascita del mondo e il sorgere di una nuova generazione.

Biografia
Sono nato nel 1977 alle porte di Roma. Da bambino amavo scrivere brevi racconti e poesie, affascinato dalle mille variabili della fantasia.
Dopo il diploma come perito in telecomunicazioni, la vita mi ha portato su altre strade e oggi lavoro come tecnico informatico per una multinazionale.

Parlo fluentemente italiano, inglese e romeno, lingue che uso nella quotidiana vita lavorativa e che mi porta a confrontarmi con continenti diversi e le loro culture. Ma la passione per la scrittura non è mai morta, da qualche anno ho ripreso a confrontarmi con la scrittura, con lo stesso obiettivo: raccontare storie, trasmettere emozioni. Credo nel potere delle storie, nell’influenza che possono avere sulla natura umana.
Ho iniziato questo percorso nascondendo la mia identità, per poter scrivere senza filtri e impedire che il personaggio divenisse più importante delle storie stesse, che ritengo essere le vere protagoniste.

Con Dove Riposa la Luce – Estinzione ho conseguito un diploma d’onore come opera finalista al Concorso Letterario Nazionale Argentario 2022 nella categoria Fantascienza. Ho inoltre ricevuto, con la stessa opera, un attestato di merito nella sezione Narrativa al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti – 6ª edizione.

Amo spaziare tra generi diversi, consapevole che la vita suoni molte note diverse, tutte parte della stessa melodia. Recentemente ho ricevuto la Menzione Speciale al Merito all’VIII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo con l’opera di prossima pubblicazione L’Eco dei rimpianti.

Quest’ultima è stata anche finalista nella categoria Bianco Avorio (Narrativa) del Concorso Letterario Tre Colori 2023.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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