Le Recensioni di Gloria - A tu per tu con Raul Rostotchi
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Ciao Raul per me è un piacere poterti intervistare sul tuo stupendo romanzo “Il bambino che rivernició la sua Ferrari”. Intanto complimenti perché il libro è un vero tesoro.

LE RECENSIONI DI GLORIA – Oggi sono andata a intervistare Raul Rostotchi, un autore di grande talento. 

Ciao Raul per me è un piacere poterti intervistare sul tuo stupendo romanzo “Il bambino che rivernició la sua Ferrari”. Intanto complimenti perché il libro è un vero tesoro.

Parto con il chiederti se tu e il protagonista avete delle somiglianze.

“Il protagonista sono io. È quel mio essere bambino passato in un corpo da adulto”.

Quanto tempo hai impiegato per ritenerti soddisfatto della tua opera e mandarla in pubblicazione?

“A dire il vero questo libro è stato scritto due anni fa. Il nome era: The power of money and the beautiness of not having it. Ma essendo il mio primo libro, non ero del tutto soddisfatto decidendo di cambiare tutto – riscriverlo. Per quanto riguarda la mia soddisfazione; si, sono soddisfatto attualmente se ripenso a come ero cinque anni fa. Ma, adesso, la mia consapevolezza è aumentata e sarò soddisfatto solo quando avrò venduto un milione di copie. Sto iniziando le traduzioni in inglese. Quindi, o morirò soddisfatto o durante il percorso realizzativo”.

E’ stato difficile per te far emergere tutte queste riflessioni che alle volte possono anche sembrare intime?

“Sì, certe righe le ho scritte con le lacrime: quelle su mamma e mia sorella per citarne alcune”.

Perché la copertina con l’arcobaleno? Mi ha molto incuriosita questa tua decisione.

“Ci sono molti fattori. Il motivo principale è il mio modo di pubblicare; ovvero in self. Usando questo servizio, molte copertine più complesse risultavano come i panini al McDonald. Ovvero: belle online ma scadenti dal vivo. Ho scelto la semplicità più totale. Non è la copertina a dare valore ad un libro. Onestamente, ho scelto l’arcobaleno per accostare il tutto ai sette chakra. I chakra hanno colori, e anche l’arcobaleno ha colori. Questo modo di vedere la vita; ai chakra mi riferisco, mi ha aiutato quando non sapevo che cosa mi fosse successo realmente. Esempio: il 6 chakra è quell’energia, quella forza presente dentro di noi di quando, la sera, ci mettiamo distesi nel letto e ripercorriamo la giornata appena passata con il cervello; quel momento che ricrea immagini, suoni e sensazioni prima provate. Ma noi siamo nel letto, distaccati. Questo mi ha aiutato molto a scrivere, distaccami e, distaccarsi giornalmente, aiuta con il tempo a prendere confidenza con questo nostro modo di essere”.

Come descrivi il tuo romanzo con tre aggettivi

“Forte, sincero e di rivincita”.

Un consiglio da dare a chi come te vorrebbe pubblicare un libro

“Costanza, pazienza e soldi. Sarò materialista, ma è la pura e mera realtà. Nessuno fa nulla a gratis. Oltre a questo, che dovrebbe essere la base, anche la fiducia in sé stessi e in quello che si è scritto. Ho speso tempo per appartarmi a scrivere e, ho speso soldi per editing e correzione. Ho speso soldi per pubblicità. In linea di massima 4,000 euro per un libro. Ho avuto proposte da case editrici ma che ho rifiutato – il mondo non è fantasia, purtroppo. Ripeto nessuno fa nulla per il nulla. Basta pensare a Harry Potter: 12 volte rifiutato. Immaginate ora di essere l’autrice: come vi potreste sentire? Ecco i miei libri parlano anche di questo. Non farsi influenzare dai pareri altrui, che infondo sono solo pareri. Ringrazio l’agenzia Dedalo che mi è stata accanto e curato il testo”.


BIOGRAFIA

Raul Rostotchi nasce il 3 maggio 1994 da genitori dell’Est Europa, a sette anni si trasferisce in Italia, dove vive fino ai diciotto con la madre, sulla Costa Azzurra. Da lì, l’Europa diventa la sua casa: parte alla scoperta del continente, coltivando una passione crescente per la scrittura mentre lavora come barman in locali notturni e hotel di lusso ad Amsterdam, Monte Carlo, Parigi, Ginevra, Barcellona, e in angoli remoti tra montagne e spiagge deserte. Parla quattro lingue: italiano, inglese, francese e rumeno, con un tocco di spagnolo imparato in Andalusia e un interesse per il russo. Giovane, introverso e incredibilmente testardo, ha storie da raccontare — e non sono favole. Amore, eleganza e follia sono ciò che lo distingue.

TRAMA DEL LIBRO

Cosa succede quando realizzi che le scelte fatte anni prima hanno modellato la tua vita? Questo libro ti invita a riflettere sul potere del pensiero e sulle decisioni che ci accompagnano nel nostro cammino. Un viaggio introspettivo che ti spingerà a riconsiderare il passato per vivere con maggiore consapevolezza.

Il pensiero. Il settimo chakra nelle culture orientali o il pensum, per i nostri antenati latini. Per loro, il pensum era un certo quantitativo di lana da pesare per essere filata. Questa lana grezza rappresentava la materia prima, che veniva poi trasformata attraverso la filatura, dandole una nuova forma. Allo stesso modo, l’astratto umano è simile. Quel primo pensiero che affiora dentro di noi è come quella lana grezza. Sta a noi, con la nostra volontà e costanza, filare quel pensiero nella nostra realtà con il passare dei giorni, realizzando i nostri sogni e desideri. Questo libro esplora la natura delle scelte e delle loro conseguenze: bene o male, destra o sinistra, bianco o nero. Ma cosa succede se, dopo vent’anni, scopriamo che avremmo dovuto scegliere diversamente? Come affrontiamo il ricordo di quei pensieri a cui non abbiamo dato ascolto? Un viaggio attraverso le contrapposizioni della mente, che invita a riflettere sulle decisioni che plasmano la nostra esistenza.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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