
VITERBO – Tempo di pagelle per gli assessori della giunta Frontini. C’è chi brilla di più, chi è meglio organizzato e chi fatica un po’ con il prendere le misure con l’incarico ricevuto. Si tratta di tutte persone che non hanno mai ricoperto in precedenza incarichi politici e questo è un bene per molti aspetti ma non lo è per altri.
Alfonso Antoniozzi (Cultura): voto 7,5. Figura professionale solida e di livello, prestato alla politica grazie al sogno civico. L’assessorato che guida è praticamente il suo brodo primordiale. Sta tenendo bene la posizione e dopo il primo giro di rodaggio dello scorso anno, agendo in tempo sulla leva della programmazione, sta dando un verso ai principali eventi cittadini. Sta dando un apporto anche al potenziamento del Teatro Unione e ha in mente progetti e innovazioni. Nessun dorma!
Patrizia Notaristefano (Servizi Sociali): voto 7. Persona concreta ha guidato innovazioni su temi delicati come gli asili nido che si sono rivelate positive per la platea di utenti finali. Anche lei tiene bene la posizione e gestisce con diligenza l’ordinario. Ha ereditato comunque un assessorato storicamente molto attivo e anche discretamente funzionante.
Elena Angiani (Bilancio): voto 6,5. La sua attività è quella di fare quadrare i conti e i numeri. Questo non le lascia particolari spazi per brillare. Sul Patrimonio ha avviato un’azione di ricognizione anche sul tema degli affitti non pagati, quello che ha portato all’affaire Bruzziches. Da quanto ci risulta l’assessore sta seguendo con diligenza la ricognizione e presto conta di fornire un quadro chiaro di una situazione di caos prodotta nei decenni precedenti.
Emanuele Aronne (Urbanistica): voto 8. La leggenda narra che lavori fino a tarda notte nel suo ufficio in Comune e che per smaltire lo stress si sia fatto portare in stanza un pianoforte. Innegabilmente stiamo parlando di un professionista serio che vuole davvero mettersi al servizio per cambiare Viterbo in meglio. Tecnicamente è al top, caratterialmente un po’ spigoloso.
Stefano Floris (Lavori Pubblici): voto 6,5. Porta un fardello di deleghe piuttosto pesante sulle sue spalle e tra queste la vera croce è il Verde Pubblico dove, da tradizione, è sempre stato stanziato meno di quanto servirebbe per fare un lavoro buono. Alla questione fondi si è rimediato con l’ultimo bilancio approvato. Quindi il buon Floris, persona mite e che non farebbe male a una mosca, potrà evitare di finire crocifisso per colpa dell’erba che cresce. Se volesse essere ricordato dovrebbe battere di più i pugni per dare a Viterbo dei veri parchi.
Silvio Franco (Sviluppo Economico e Turismo): voto 6. Teoricamente molto competente fatica a scaricare a terra le sue conoscenze. Doveva essere il grande fantasista della crescita turistica ma a oggi si è visto poco.
Katia Scardozzi (Ex Comuni): voto 6,5. Gli ex comuni sono tornati a esistere molto meglio di prima.
Vittorio Sgarbi (Bellezza): la sua azione nel 2023 è assente sul Comune di Viterbo. Un vulcano di idee e di contatti che non sta funzionando per la città. Difficile dare un voto a Sgarbi e non lo faremo. Potrebbe ribaltare qualsiasi giudizio in un’ora costruendo l’operazione di promozione del secolo per Viterbo ma è come se stesse in panchina.


















