Le mascherine saranno il prossimo step, ecco perché dovremmo indossarle tutti
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Un tema molto caldo sul fronte della lotta al Covid-19 è quello delle mascherine. Già nei giorni scorsi La Fune ha lanciato l'invito ai cittadini a indossarle.

Un tema molto caldo sul fronte della lotta al Covid-19 è quello delle mascherine. Già nei giorni scorsi La Fune ha lanciato l’invito ai cittadini a indossarle. Consapevoli delle difficoltà nel reperirle abbiamo chiesto di ricorrere almeno a quelle sartoriali che si trovano in diverse parti e al costo di pochi euro.

Sull’opportunità di indossarle o meno però c’è al momento molta confusione, una confusione che abbiamo ottime ragione di credere verrà spazzata via a breve con precise disposizioni che renderanno necessario indossarle almeno all’interno delle attività commerciali, insieme ai guanti.

Per aiutare a costruire una lettura più lucida di quello che riteniamo sia un tema importante in questo momento siamo andati a recuperare diversi punti di riferimento possibili. Intendiamo anche complimentarci con il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci che per primo nella Tuscia ha capito l’importanza di fare indossare le mascherine ai suoi cittadini per ridurre la diffusione del contagio. 

Sul sito del ministero della Salute, vengono fornite delle indicazioni che fanno riferimento alle direttive dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Citiamo testualmente:

“Per prevenire il rischio di infezione da nuovo coronavirus è prioritario curare l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare anche una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus. L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. Inoltre, la mascherina non è necessaria per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie”.

Quindi l’OMS dice che va indossata se uno sospetta di avere il virus. Facendo un ragionamento spiccio però ognuno di noi, pure stando in ottima salute, potrebbe essere un asintomatico. Da qui l’opportunità di fare indossare mascherine a tutti. 

Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute e componente del comitato esecutivo dell’Oms, partecipando alla trasmissione tv di La7, DiMartedì, ha spiegato: “Bisogna distinguere tra le diverse tipologie di mascherine. Le mascherine chirurgiche, quelle di garza per intenderci, servono al personale sanitario e ai chirurghi per evitare che le goccioline di saliva cadano sul campo operatorio. Servono a proteggere i pazienti e a proteggere gli altri dai pazienti. Quindi non servono a proteggere i sani”. “Ai sani – ha rimarcato il consulente del Governo – non servono assolutamente a niente. Non hanno nessuna protezione nei confronti del virus che penetra attraverso quei fogli di garza e quindi non proteggono”.

Una dichiarazione chiarificatrice, che spiega che le mascherine chirurgiche o quelle cucite non ci proteggono dal virus ma anche questa dichiarazione conferma la loro importante funzione contenitiva. In sostanza se ho il virus e indosso la mascherina abbasso le probabilità di contagiare altri.

“Esistono poi le mascherine Ffp2 e Ffp3 che non sono quelle di garza, ma quelle dotate di filtro – ha continuato Ricciardi -. Quelle proteggono veramente, ma devono essere utilizzate soltanto dal personale sanitario che cura i malati infettivi e dalle forze dell’ordine che in certe circostanze possono trovarsi in contatto coi malati”.

Un’opinione simile è stata fornita da Roberto Burioni, medico e professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che ospite alla trasmissione tv Che tempo che fa ha affermato: “Il virus si trasmette tramite goccioline che viaggiano per circa un metro. Le mascherine disponibili le bloccano ma devono essere usate dagli operatori sanitari. Chi sta bene non ha bisogno di mettere la mascherina. Chi deve mettere tassativamente la mascherina, anche quella chirurgica, è invece chi sta male”.

Anche qui viene detto che chi sta bene non deve indossarle. Il motivo della raccomandazione è dettato dalla scarsità delle stesse ma anche Burioni conferma l’importanza delle mascherine per tentare di arginare il contagio.

Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Siena, ha detto durante la trasmissione tv, Tagadà: “Le mascherine servono solo se c’è stata un’indicazione medica. Se il medico vi dice di metterle perché, per esempio, siete una persona potenzialmente a rischio o potete contagiare i vostri familiari, allora vanno usate. Altrimenti la mascherina non serve. È molto più utile lavarsi le mani”.

Anche questo parere non dice che è inutile metterle, anzi. 

MASCHERINE: LE TIPOLOGIE IN COMMERCIO

In commercio ci sono vari tipi di mascherine, più o meno efficaci o adeguate alle circostanze. In linea generale:

mascherine FFP1: vengono comunemente considerate delle mascherine “antipolvere”, hanno un’efficacia filtrante del 78% e sono insufficienti per proteggere dal coronavirus;
mascherine FFP2 e FFP3: hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 92% e del 98% e sono entrambe consigliate a chi deve proteggersi dal virus come medici, infermieri e personale sanitario;
mascherine chirurgiche: servono a evitare che i malati diffondano il contagio, ma non proteggono i sani dal contagio. Utili anche a medici e operatori sanitari per evitare che goccioline di saliva possano cadere sui pazienti;
mascherine monouso con valvola: non evitano che i malati diffondano il contagio, ma possono avere efficacia in entrata.

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