Le imprese rosa di Confartigianato protagoniste a "Donne in Opera"
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VITERBO -All’Unione la quinta edizione della manifestazione che promuove l’imprenditoria femminile.

VITERBO – Le imprese rosa di Confartigianato protagoniste di “Donne in Opera”, l’iniziativa organizzata per il quinto anno consecutivo dal Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Viterbo che si terrà stasera, sabato 21 settembre, alle 21 sul palco del Teatro Unione.

Art Merlino Arte orafa di Maria Rita Ciarapica, Ricci Sposo di Fiorella Ricci, Atelier Merinda Spose di Merinda Lattanzi, Tagli & Dettagli di Alessia Achilli, Centro Estetico Sharj di Natascia Uggeri: sono queste
le imprese di Confartigianato che animeranno come di consueto la quinta edizione della manifestazione, grazie alle loro creazioni di moda e di artigianato artistico e al loro talento nel settore della bellezza.

Non mancherà anche la partecipazione diretta e generosa, della presidente del movimento Donne Impresa di Confartigianato Viterbo, Laura Belli, che con la sua azienda del settore wedding On The Move Destination ha voluto donare un omaggio floreale alle donne premiate durante la serata.

“Nel nostro Paese sono quasi un milione e mezzo le imprese registrate a guida femminile, come evidenziano i dati raccolti dall’Ufficio studi di Confartigianato – spiega il segretario provinciale dell’associazione
viterbese, Andrea De Simone -. Si tratta del 22% circa del totale delle aziende italiane: un dato che indica anche un importante incremento delle imprese gestite da donne under 35. Crediamo sia un buon segnale,
incoraggiante, che ci convince ancora di più dell’importanza di iniziative come Donne in Opera che consentono alle nostre imprenditrici di dare risalto al loro lavoro, al loro talento e alla loro stupende creazioni di qualità made in Tuscia”.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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