Le Iene “tirano le orecchie” a Bonucci sul caso Kean
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TORINO – L’inviato della trasmissione di Italia Uno Le Iene fa visita al difensore viterbese per chiedergli conto di alcune sue dichiarazioni in merito al caso Kean.

TORINODurante Cagliari-Juve di martedì scorso i tifosi della curva del Cagliari hanno rivolto buuu razzisti e fischi all’attaccante bianconero Moise Kean. Kean in risposta a quei cori ha segnato ed è andato a esultare proprio sotto la curva del Cagliari.

Un gesto di sfogo ma anche una provocazione che Bonucci è intervenuto per sedare. Ha portato via Kean e si è scusato con i tifosi.

Molti,  tra cui anche calciatori ed ex calciatori come Balotelli, Boateng, Thuram, non hanno preso bene il gesto di Bonucci, che sembrava dare la colpa a Kean. Intervistato nel dopo partita ha dichiarato che in effetti la colpa era al 50% dei tifosi e al 50% di Kean.

Nicolò De Devitiis è andato da lui per fargli notare che il razzismo non si può mai giustificare. Bonucci quindi ha avuto l’opportunità per fare “mea culpa” ed aggiustare le sue percentuali: “Sono al 100% contro il razzismo”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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