Le Iene a Latera per un'inchiesta sulla "casa di riposo degli orrori". Golia intervista la persona che per prima ha denunciato le violenze
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LATERA - Le Iene a Latera per raccontare "la casa di riposo degli orrori". Il servizio, realizzato da Giulio Golia, in onda questa domenica 16 febbraio su Italia Uno. 

LATERA – Le Iene a Latera per raccontare “la casa di riposo degli orrori”. Il servizio, realizzato da Giulio Golia, è andato in onda questa domenica 16 febbraio su Italia Uno. 

Dal pomeriggio Golia ha iniziato ad annunciare il servizio con messaggi tipo: “Stasera vi racconterò una storia che ci ha lasciato senza parole” e “Stasera vi aspetto alle Iene, per raccontare una RSA che si sarebbe trasformata in un inferno per dei nonnini”. 

Il volto delle Iene ha intervistato Federica, la persona che per prima si è recata dai carabinieri a denunciare le violenze di cui è stata testimone oculare. La ragazza era entrata a Villa Daniela in prova come operatrice socio sanitaria. Affiancando gli altri colleghi, per vedere come doveva svolgersi il lavoro, ha iniziato a vivere situazioni indescrivibili. 

“Mi sembrava un film dell’orrore. Quindi ho iniziato a scrivere tutto quello che vedevo su un quaderno perché dal primo momento decisi che sarei andata a denunciare la situazione e così ho fatto”. 

Sui fatti di Latera la Procura di Viterbo ha condotto un’inchiesta, che ha portato all’arresto delle persone su cui ci sono prove a carico di comportamenti violenti verso i nonni della Rsa. Nei guai 8 dipendenti su 14, più della metà di quello in servizio nella struttura. 

Federica racconta al microfono di Golia: “Un giorno un’anziana mi guarda mentre ero a fare il giro con il collega (uno dei più violenti, immortalato nelle sue violenze dalla telecamere installate dai carabinieri) e mi dice: “Sa cosa mi ha fatto lui? Mi ha preso per il collo e mi ha detto t’ammazzo”. Ho fatto caso che effettivamente la signora aveva dei segni sul collo. Poi sono uscita da lì e ho sentito lui che le diceva: “T’ammazzo”. Ho avuto un brivido e mi sono detta “allora è vero””.

Un’altra ex dipendente di Villa Daniela parla al telefono con Golia: “Non gli davano la cena. Poi li coprivano di parolacce e insulti: “Devi crepare, devi morire, sei ancora vivo? I vostri figli vi hanno messo qui perché rompete i coglioni”. 

Il servizio mostra immagini delle telecamere installate dai carabinieri e il servizio affronta la violenza peggiore emersa da queste indagini: le violenze sessuali ai danni di una 88enne che oggi è morta e che ha vissuto i suoi ultimi giorni all’Inferno di villa Daniela. 

Qui un dipendente si rivolge alla nonnina e le dice: “Hai presente il negro venuto a vendere i fazzoletti? Adesso torna e ti stupra, magari ti piace pure”. Poi continua sulla stessa linea: “Famo sta trombata? La piffera ce la metti tu? Dove si mette invece il piffero? Ti metto il dito nel culo, forse preferisci tutta la mano […]”. Poi le tocca i genitali. 

Sempre Federica racconta delle urla verso i nonnini: “Ma che cazzo voi, ma che mi parli? Ma quanto ci metti a morire?”. Poi racconta di un dipendente della Villa che costringeva un’anziana a dire brutte parole della compagna di stanza e oltre: “La tua vicina come è maiala? E la tua mamma è maiala? Lo sai che la tua mamma è morta?”. Crudeltà allo stato puro.

Golia raggiunge anche alcuni dei dipendenti che sono stati denunciati per violenza e che dovranno difendersi nel processo. Nessuno vuole parlare. Come non parlano i direttori della RSA.

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