Le freccette della settimana
freccette
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

a cura dell’Uomo della strada

1. Dice che la satira non ha confini. Deve essere libera, sennò non è satira. Ma si parla di libertà o di licenza? Perché prima della libertà viene la dignità della persona, e tu non puoi essere libero di distruggere la dignità di una persona. La satira ha bisogno di intelligenza, non di truculenza. La satira è contro i potenti, è il bambino che scopre che il re è nudo. Che satira è la bava sputata contro chi, per secoli e millenni, ha subìto esclusioni, angherie, soprusi?

2. Un museo della Macchina di S. Rosa? Lo sapete che oggi un museo non è tanto una custodia, quanto un mezzo di comunicazione e di narrazione? Quindi, deve sì mostrare le Macchine del passato, ma deve anche saperle raccontare.

3. Nella società odierna ci sono ancora alcuni simboli fallici che rappresentano la supremazia del maschio. Pare assodato che per taluni maschi che vogliono esprimere la propria personalità, ma non hanno la capacità intellettuale per farlo in modo civile, un rottweiler o un pitbull – possibilmente liberi di scorrazzare in ogni dove – siano simboli privilegiati della loro prepotenza, della loro violenza e della loro grossolana voglia di sopraffazione verso gli altri. Spiace per quelle bestiole, quasi tutte educate, ma soprattutto costruite geneticamente, per questo.

4. C’è gente che si sente sempre dalla parte della ragione, ed è sempre pronta a giudicare, a proibire, ad escludere, a bacchettare chi la pensa diversamente. Stanno per le strade a tirare bombe carta, nei salotti intellettuali, nelle chiese religiose e in quelle laiche, ai raduni nostalgici, nelle scuole e nei tribunali. Che brandiscano una croce o un loro libro, che si vestano d’orbace o affilino le armi del politicamente corretto, e soprattutto che si scandalizzino richiamandosi al buon senso. Ovviamente, il loro.

5. Pare che S. Valentino abbia richiesto formalmente un controllo preventivo del significato che due innamorati attribuiscono alla parola Amore. Perché a leggere certe cronache quotidiane gli è venuto qualche dubbio e vuole essere festeggiato solo da chi intende Amore nel modo da lui richiesto: spontaneo, gentile, rispettoso, sincero, paritario e senza costrizioni.

6. Ci mancava pure la petizione per togliere statue di semidei dalle piazze di Viterbo e cacciare i chiromanti durante l’evento “Un Bacio a Viterbo”. Secondo i promotori “danno gravi disturbi psicologici e spirituali”. C’è da domandarsi perché costoro non richiedano di ricoprire le nudità degli dei pagani agli Uffizi o ai Musei Vaticani e perché non denuncino la RAI che permette al Mago Fox di predire il futuro ai telespettatori. Ma l’epoca della Santa Inquisizione non era tramontata?

7. Tra le richieste di coloro che scelgono di acquistare una casa nuova, si trova sempre più spesso la seguente: non in terreni pianeggianti, perché le strade intorno di riempiono di pozze e in certi casi di rischia anche l’inondazione; ma non in terreni troppo inclinati, perché si può rischiare di essere portati via con tutta la casa da una frana o da un tumultuoso torrente improvvisato.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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