Le freccette della settimana
freccette
800 Monastero
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

a cura dell’Uomo della strada

1. LE MUSE

Biblioteche, musei…. Al tempo delle memorie immagazzinate da A.I., bisogna dar loro una bella sterzata. Non devono solo custodire, devono comunicare, rincorrere le persone, entrare a casa loro, invitarle ad un banchetto di informazione e di cultura. Le muse erano belle fanciulle che provocavano gli artisti, mica se ne stavano nascoste dentro una stanza polverosa.

2. ISS

Mandate Trump, Putin e XI sulla ISS. Pare che lì americani, russi e cinesi vadano perfettamente d’accordo; lavorano, scherzano, si aiutano a vicenda, e poi tutto risulta più leggero. Forse da lassù la Terra appare diversa, una casa lontana da amare piuttosto che territori da conquistare.

3. TERRAPIATTISTI

Il Gatto e la Volpe si sono trasferiti sui social. C’è gente che fa finta di essere terrapiattista, ti fa vedere la Tour Eiffel da Palermo e viaggiando in pallone ti descrive il bordo piatto della Terra. Ma non è che ci crede, deve solo attrarre un bel branco di ingenui pinocchi per raggiungere il numero di followers necessario a guadagnarci su.

4. ANCORA ZEBRE

Su una strada di Viterbo, molto trafficata, ho visto un passaggio pedonale, una zebra, che non porta da nessuna parte; anzi, se attraversi poi non puoi andare né su né giù. E cinquanta metri più in là c’è un punto dove la gente attraversa continuamente, a proprio rischio e pericolo perché la zebra non c’é. Misteri urbani.

5. GENERALE

Generale, dietro la stazione, lo vedi il treno che portava al sole? Non fa più fermate, neanche per pisciare. Si va dritti a casa senza più pensare. Senza più pensare che siamo tutti uguali; senza più pensare che siamo tutti meritevoli di rispetto. Senza più pensare che persuadere è meglio che costringere.

6. PUNTI

Viterbo si sta punteggiando di punti; punti informazioni per turisti e visitatori. Forse per fare punti nella gara tra le città che ospitano più turisti; forse per dare un senso ad immobili altrimenti vuoti e abbandonati. Ma al tempo dei social media, non era meglio puntare su
un’APP come si deve, di quelle dove ti informi, vedi, ascolti, prenoti, segui, scegli tutto quello che serve per visitare al meglio la città? Te lo immagini il turista che cerca il punto informazioni, cerca il parcheggio, e poi si carica di dèpliants? Anzi no, va alla macchinetta e chiede ad un App del Comune le informazioni?

7. IL RE E’ NUDO

Chiamatemi pure infelice, handicappato, ma fatemi muovere liberamente in città, diceva quel disabile. Aggiungo: citate pure la cacca al femminile e coglione al maschile, ma lasciate perdere quei ridicoli neologismi in chiave “e rovesciata” e asterischi e realizzate piuttosto
una VERA parità di genere tra donna e uomo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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