
a cura dell’Uomo della strada
1) VIA VIA… VIENI VIA DI QUI
Stavano lì da oltre duemila anni. Altrove li curerebbero come figli, lustrandoli ogni giorno. Basoli romani di una delle più importanti vie di comunicazione d’Europa, la Via Cassia; oggi nervo fondamentale della Via Francigena in Italia. Poi qualcuno, che deve far passare la “fibra”, decide di svellerli per scavarvi sotto, come fosse un pezzo di asfalto qualunque. Non più là o più oltre; lì.
Dice: ma intorno ci sono proprietà private… E più privata di quella via, pezzo di storia che appartiene privatamente a 8 miliardi di umani d’oggi e a tutti quelli che sono vissuti prima di loro negli ultimi due millenni?
2) COMPLOTTI
Allora: la Terra è piatta; sulla Luna non siamo mai andati; il vaccino non ti salva da un Covid o dal Tetano, ma ti immette microsensori di controllo; i social servono solo ad arricchire Musk & C. (ma terrapiattisti e complottisti ne fanno largo uso); inoltre, chi governa veramente sono i raeliani extraterrestri che girano fra di noi senza darlo a vedere. Siamo sicuri che, ad essere certi di tutto ciò, vivremmo meglio?
3) ZEBRE E ZEBRETTE
C’è chi a Viterbo sta contando le zebre pedonali e ravvisa che almeno un quinto di esse è inutile, un terzo è sbiadita e in molti casi mancano dove dovrebbero esserci. Siccome le cronache di queste ultime settimane ci restituiscono continue vittime falciate dalle auto all’attraversamento della strada, anche sulle zebre, forse sarà necessario provvedere?
4) UN BEL DI’ VEDREMO
Avete notato che le automobili attuali hanno i fari stretti e allungati, al massimo a mandorla, non più tondi come una volta? Del resto, stiamo andando verso una realtà automobilistica del tutto nuova, dove tre quarti delle vetture proverranno da Giappone, Cina, e Corea. La rivincita di Cio-cio- san, Butterfy per gli amici.
5) DANGER, NO TRESPASSING
Profili e controlli preventivi. Autorizzazioni per l’ingresso. Metal detector. Videosorveglianza. Rapporti periodici agli organi di polizia. Pene ad hoc. No, non stiamo parlando di un istituto penitenziario. E neppure di una centrale atomica. Ma neanche di una caserma. E nemmeno di una
zona militarmente strategica. No, no, neppure di una zona “sensibile” come un aeroporto o una stazione ferroviaria. Parliamo di una scuola. Sì, sì, quel luogo dove i giovani vanno ad imparare, a crescere, a diventare cittadini di domani… ve la ricordate?
6) UN PREMIO IN PALIO
Breve circuito cittadino in tondo, di 340 metri, da ripetere tre volte; durata media della gara 1 minuto e dodici secondi. Prezzi di ingresso al pubblico: 300 euro per le tribune, 1500 per postazioni privilegiate come balconi e finestre. Oppure gratis ma in mezzo alla folla al centro del circuito, con buone probabilità di non vedere nulla. Oltre alla gara, una esibizione in costume d’epoca. C’è gente che dall’Australia chiede chi ha vinto. Potenza della narrazione…
7) FERMATA D’AUTOBUS
E’ inutile che potenziate il trasporto pubblico. Tanto i viterbesi continueranno a pensare che chi si sposta in bus per la città o è un anziano debilitato, o un senza patente, o un emigrato, insommauno sfigato. “E ti pare, mi sono fatto la BMW (o quello sballo della Microcar, o quella figata della footbike elettrica) per lasciarla a casa…”


















