

a cura dell’Uomo della strada
1. VIZI E VIZIETTI
Secondo alcuni basta ridurre alcol e tabacco, non c’è bisogno di privarsene: per i danni da alcol e tabacco “non ci sono sufficienti studi epidemiologici (che ti danno la certezza di una causa-effetto), ma solo dati osservazionali”, cioè indiziari. Beh, di certo un bicchierino di quello buono, ogni tanto non guasta. Ma le prove scientifiche su alcol e soprattutto tabacco non sono “osservazionali”; e comunque, la scienza procede per osservazioni reiterate, fino a stabilire relazioni di causa ed effetto. Alcolismo e tabagismo portano alla dipendenza, in moltissimi casi alla morte precoce. Non banalizziamo, please…
2. A PROPOSITO DI PUMS
Perché Legambiente ritiene che un alto tasso di automobili sia un danno per la qualità della vita? Forse Legambiente ritiene che, al contrario, un alto tasso di carretti a cavallo sia un indicatore positivo di qualità della vita? Io credo che muoversi in auto sia libertà. Soprattutto oggi con le auto elettriche e l’Euro 6, che azzerano o riducono l’inquinamento atmosferico. Il problema non è il numero di automobili, ma come le
fai circolare.
3. FUORI DELL ’ORDINARIO
L’Italia è il Paese in cui il provvisorio – e quindi il precario – diventa quasi sempre permanente. Anche alla faccia delle regole scritte. Forse perché, alla fin fine, prendere delle decisioni è sempre complicato, e talvolta rischioso. Così, conviene un po’ a tutti “quieta non movere”. E Viterbo, che di queste cose se ne intende, non fa eccezione.
4. CAPITALE
Cara Viterbo, cara Tarquinia, sarà bene che vi ricordiate che di Capitale, nel Lazio, c’é solo Roma. Quindi la Tuscia è inutile che si batta per celebrare una sua Capitale della cultura, nazionale o europea che sia. Rileggetevi chi ha vinto, in passato, oggi e per gli anni a venire, tra stereotipi, raccomandazioni, demagogismi, rotazioni e forzature varie, e traetene le debite conclusioni.
5. ISRAELE
Le potenze coloniali europee gli regalarono una patria, avendo la coscienza sporca di millenaria emarginazione e persecuzione. Ma da ottanta anni quel territorio è oggetto di dispute, di odio, di guerra, alimentati da profondi conflitti religiosi e da interessi economici contrapposti, fino a diventare la polveriera del mondo. Se c’è un disegno divino in questa lotta tra due culture che si considerano ambedue “popolo di Dio”, di certo è del tutto incomprensibile.
6. LA PECORA, IL LUPO E IL CANE PASTORE
C’era una volta una povera pecora che fu aggredita da un lupo; si difendeva, ma la sua sorte sembrava segnata. Si rivolse allora ad un ariete del suo branco, perché la difendesse. Ma l’ariete non bastava, lui stesso temeva di essere aggredito. Così, la pecora chiese aiuto ad un grosso cane pastore, noto per difendere chiunque dai lupi. Il cane le promise il suo sostegno. Poi, mentre la pecora se ne andava rinfrancata, il cane pastore si tolse la maschera; era anche lui un lupo.
7. BEATA GIOVENTU’
Nel Sessantotto si scandalizzarono per le loro derive di pensiero e il loro look trasgressivo. Negli anni Settanta temettero il loro ritiro qualunquista. Negli anni Novanta rimasero disorientati dai loro discorsi regressivi sulla difesa ambientale. Nel nuovo millennio guardarono con opposta preoccupazione agli hikikomori e all’anarchismo comportamentale. Oggi si lamentano per il loro incerto futuro e per la mancanza di comunicazione con gli adulti. Ma quando parlano di giovani, gli adulti, un piccolo esame di coscienza se lo fanno?

















