Le domande PAC e agroambientali bloccate della Tuscia tornano pagabili, Coldiretti: "Non avremo tregua finché non saranno pagati tutti"
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VITERBO - Coldiretti, come sempre, non ha perso tempo e, avendo rilevato numerose anomalie D12 relative alla certificazione antimafia che bloccavano qualsiasi tipo di pagamento, ha subito incontrato il Prefetto, fornendo dati, nomi e casi delle problematiche esistenti.

VITERBO – Sbloccate le anomalie D12 dopo l’incontro Coldiretti Viterbo-Prefettura. 

Da tempo molte aziende agricole, specialmente le più corpose, si chiedevano come mai non stessero più ricevendo contributi, né per gli anticipi PAC né per le domande agroambientali.

Coldiretti, come sempre, non ha perso tempo e, avendo rilevato numerose anomalie D12 relative alla certificazione antimafia che bloccavano qualsiasi tipo di pagamento, ha subito incontrato il
Prefetto, fornendo dati, nomi e casi delle problematiche esistenti.

Il Prefetto, dal canto suo, in seguito all’incontro, si è immediatamente attivato con solerzia per aiutare la risoluzione della problematica che si era venuta a creare e, da venerdì, il 90% delle aziende con anomalie D12 sono immediatamente tornate pagabili e, a breve, torneranno in linea con i pagamenti dei contributi.

“Un’ottima azione – afferma il Direttore di Coldiretti Viterbo Alberto Frau – che ha permesso con celerità di eliminare una problematica che si tirava dietro numerose sfaccettature potenzialmente pericolose. Bene anche la comunicazione che sono in corso di risoluzione i problemi relativi ai cambi di beneficiario e agli aumenti di superficie oggetto di impegno, tramite il nuovo sistema di controllo che permetterà finalmente di agganciare nomi e dati; rimane da mettere in campo
un’accelerazione per altre misure, ma la situazione si sta muovendo e questo è un buon segnale. Da parte nostra non ci sarà tregua finché tutte le aziende della Tuscia non riceveranno tutto il dovuto”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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