Le cooperative del Lazio fanno da modello a quelle d'Italia
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Secondo un recente studio, le cooperative del Lazio sono quelle che hanno reagito in maniera migliore alla crisi economica, sviluppando innovativi modelli di business poi emulati in tutta la Nazione.

“Il movimento cooperativo nel Lazio ha rappresentato, negli anni della crisi, un modello virtuoso di crescita e sviluppo dell’economia reale a livello nazionale. In questi anni, la cooperazione laziale ha infatti registrato una accelerazione quantitativa e qualitativa maggiore sia rispetto all’insieme del movimento cooperativo in Italia sia rispetto alle altre forme d’impresa”. Lo dice Bruna Rossetti, Presidente di Confcooperative Viterbo e Rieti, secondo quanto emerge dal rapporto di Alleanza delle Cooperative Italiane, dal titolo ”Le cooperative a Roma e nel Lazio negli anni della crisi (2008-2014)”.

Il movimento cooperativo laziale conta, al 31 dicembre 2014, 8.360 cooperative attive (+4,9% rispetto all’anno precedente). Di queste, oltre il 60% (5.028 cooperative) fa riferimento all’area metropolitana di Roma, il 14,4% (1.208 cooperative) al territorio Pontino, il 13,2% (1.100 cooperative) al Frusinate, il 6,2% (517 cooperative) al Viterbese e il 6,1% (507 cooperative) al territorio Reatino.

“Dalle verifiche – ha dichiarato la Rossetti – emerge che una quota significativa di cooperative attive laziali sono potenzialmente in grado di generare un impatto positivo diretto sulla comunità dal punto di vista sociale, ambientale ed economico, in una ottica di sostenibilità nel lungo periodo. Nell’ultimo decennio (2005-2014) le cooperative attive nel Lazio hanno registrato un aumento pari al +72,5%. Si tratta di un incremento di gran lunga maggiore rispetto a quello che ha interessato il totale delle altre imprese attive nella regione, pari al +30,5%. In tutto il territorio laziale, si segnalano tassi di crescita dello stock di cooperative attive superiori sia al dato medio nazionale relativo alle cooperative attive (pari al +11,2%), sia a quello riferito alle altre forme di impresa (+0,4%)”.

La crescita del numero di nuove cooperative nel Lazio, oltre a rappresentare uno dei fattori di trasformazione e modernizzazione del sistema produttivo regionale, si riflette sia in un peso maggiore della cooperazione laziale rispetto al totale del movimento cooperativo in Italia (peso, che nel 2014, ha raggiunto il 10,7%), sia in un aumento del numero di cooperative attive ogni 10mila abitanti. In particolare, nel 2005 nella regione si contavano 9 cooperative attive ogni 10mila abitanti, nel 2014 il numero di cooperative ogni 10mila abitanti saliva a 14. Un incremento significativo considerato che, nello stesso periodo, il tasso di crescita della popolazione del Lazio ha fatto segnare il +11,1%.

“La crescita del movimento cooperativo nel Lazio – sottolinea la Presidente di Confcooperative Viterbo e Rieti – non è solo quantitativa. Di fatto, si tratta di una crescita nella modernità e nella coesione. In tal senso, l’imprenditoria femminile cooperativa continua a guadagnare spazi nel tessuto produttivo laziale. Il 26,2% delle cooperative attive nel 2014 è, infatti, femminile. Nell’ultimo decennio le cooperative attive femminili sono più che raddoppiate. Erano 1.090 a fine 2005. Hanno raggiunto quota 2.194 a fine 2014. In tutte le aree territoriali del Lazio l’incidenza della cooperazione al femminile è più elevata sia rispetto al dato cooperativo nazionale, pari al 23%, sia rispetto a quello relativo al totale delle imprese in Italia, che si attesta al 21,6%. La cooperazione laziale è cresciuta anche nell’inclusione per le nuove generazioni. In tal senso nel 2014, l’11,6% delle cooperative attive nella regione rientra nell’ambito della cooperazione tra giovani (under 35), contro il 10% relativo all’insieme del movimento cooperativo in Italia”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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