Le Clarisse di Santa Rosa lasciano il convento viterbese. Le perplessità di Comune e Sodalizio
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La decisione ai piani alti è stata presa: le clarisse lasceranno il convento di Santa Rosa per recarsi in una nuova struttura a loro discrezione. La struttura ospiterà un gruppo di suore francescane Alcantarine.

È ufficiale: le suore Clarisse di Santa Rosa abbandoneranno il convento, al loro posto arriveranno  le suore francescane Alcantarine, che lo scorso settembre erano venute a Viterbo a visitare la struttura. Tutto è deciso, sembrerebbe, per due delle tre clarisse presenti a Viterbo, che saranno trasferite in un altro convento scelto da loro. La terza, invece, potrebbe ottenere una proroga per aiutare le nuove arrivate nella catalogazione dei beni del convento e della basilica, dove potrebbe essere allestito un museo.

“Queste ultime ore sono segnate da una grande amarezza nell’apprendere di una scelta ‘superiore’ con la quale è prevista la sostituzione delle Clarisse del Monastero di Santa Rosa con un altro ordine, anch’esso di osservanza francescana ma non claustrale. È dal 1258 che le Clarisse, da sempre parte del tessuto civile e cristiano della città, sono le silenti custodi del corpo incorrotto di santa Rosa e, verso di esse, si è creato nei secoli un legame fortissimo accresciuto anche dalla loro attività instancabile a favore delle giovani generazioni di viterbesi”. È l’inizio del comunicato congiunto tra Comune di Viterbo e Sodalizio dei Facchini, che in questi giorni hanno fatto tanto per cercare di allontanare questa ipotesi.

“Le ultime voci, che purtroppo confermano quanto trapelato già da tempo, – continua la nota – stanno turbando tutti quei sentimenti di gioia e orgoglio cittadino per quanto viene rappresentato nel nome della Santa. Il Trasporto della macchina di Santa Rosa con il recente riconoscimento Unesco, unitamente al successo dell’esposizione della Macchina ad Expo 2015 (unica espressione di carattere religioso ivi presente), non prescindono certo dalla devozione religiosa della città e dal legame che ogni anno si rinnova nel nome della Santa tra facchini, cittadini, amministratori, ed ovviamente il Monastero delle Clarisse”.

“Senza avere la presunzione di indicare soluzioni che non attengono al nostro ruolo, riteniamo che tale delicata situazione meriti maggiore attenzione e prudenza; perché procedere quindi in modo improvviso e senza averne parlato alla cittadinanza spiegandone le motivazioni? Come verrebbe interpretato questo dai viterbesi? Crediamo che le nuove suore meritino la massima considerazione e il massimo rispetto, ma se la sostituzione delle clarisse dovesse accadere, potrebbe anche avvenire in modo parziale e senz’altro graduale, in un tempo programmato tenendo in considerazione il Giubileo appena inaugurato e il Santo Natale imminente”.

“Molto poi – concludono Comune e Sodalizio – è già stato detto del patrimonio storico-artistico custodito con cura secolare dalle clarisse; ebbene, tale pregiato patrimonio, frutto di donazioni alla nostra piccola Santa da parte di personaggi importanti e semplici devoti, non può essere separato dal contesto monastico e dalla città che lo accoglie. Ci auguriamo, pertanto, che l’opera di catalogazione di questo patrimonio culturale possa continuare con la stessa cura ed attenzione finora dimostrata e che, in tempi relativamente accettabili, sia reso visibile alla città, a testimonianza della grande devozione che sempre ha esercitato la nostra piccola Rosa”.

A dispetto di tutto, però, la decisione pare essere già stata presa e le Alcantarine si preparano al trasferimento a Viterbo. Nell’ultimo periodo in tanti hanno cercato di intervenire sulla situazione, per prevenire che le ultime clarisse sparissero da Viterbo, magari integrandole con altre dello stesso ordine, che pare che non siano rimaste moltissime e l’idea non è stata praticabile.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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