
IL CORNER DEL PROFESSORE – Una delle cose da valutare della “tanto amata” ciclabile è: esiste un numero minimo di anni imposto per legge? Esiste pena di dover restituire tutti i soldi? Mi spiego. Il prossimo candidato a sindaco promette di eliminare la ciclabile. Vince le elezioni e la cancella.
Come conseguenza dobbiamo poi pagare il conto o addirittura incorrere in una multa? Non credete alle stupidaggini, informatevi prima di votare. O preferite un’altra promessa impossibile da mantenere?
La terza edizione di Tuscia in Fiore volge al termine, manca solo la cena di beneficienza al campo delle rose. Un mese lungo con migliaia di persone coinvolte, 7 borghi in tabellone, tantissimi tradizioni esaltate ed alcune create ex-novo. La fantastica T monumentale a Marta è stata baciata da un arcobaleno doppio.
Va necessariamente citata Villa San Giovanni in Tuscia con il giovanissimo sindaco Fabio Latini. Non solo Tuscia in Fiore esalta il piccolo borgo ma la traiettoria economica di Villa è cambiata. Nuove attività aprono, i B&B si moltiplicano e persone di fuori comprano case e magazzini da ristrutturare. Le pizzette fritte dalla finestra diventano leggendarie.
Questo è fare turismo. Evento fondamentalmente semplice -il borgo in fiore- apertura a tutte le
componenti della società civile ed imprenditoriale per garantire i servizi, amministrazione che lascia fare al gruppo che fa festa ed ognuno fa la sua parte, ma soprattutto tanta comunicazione social. Il resto lo fa la nostra meravigliosa terra.
Le ciclabili portano turismo? Intanto serve comunicazione. Poi servirebbe chi affitta bici elettriche. Servirebbero servizi come bike tour guidati e strutture ricettive con il deposito bici. Sia chiaro, a portata di bicicletta c’è tantissimo: La Quercia, Bagnaia, Castel d’asso, le terme, Vitorchiano etc etc etc.
Purtroppo i viterbesi preferiscono arrabbiarsi con i miei post che sfruttare le occasioni. Stamani ero all’orto botanico, posto splendido, con un gruppo ed ho incontrato almeno 150 persone. Ovviamente non è collegato a Viterbo da trasporto pubblico. Il vicino Bullicame è una landa di
nessuno. Se una associazione avesse per 25 anni l’onere- onore di gestirlo con il vicino orto botanico diverrebbe una destinazione.
Spesso non so spiegarmi ma, primo accettare che il turismo è una realtà; secondo capire che servono servizi; terzo guadagnare di turismo.
Il turismo non parte dall’abbassare le tasse a tutti, parte della consapevolezza di dover cambiare approccio e servire chi viene a portarci i soldi.


















