Le bambine e i bambini di Viterbo nella giuria del Premio nazionale Nati per Leggere
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VITERBO - Quest’anno, nella giuria, ci saranno anche le bambine e i bambini di Viterbo e, in particolare, della Scuola dell'Infanzia “Alberto Manzi” dell'I.C. Canevari e della Scuola dell'Infanzia “Santa Barbara” dell’I.C. Ellera.

VITERBO – Una giuria di centinaia di bambine e bambini di diverse regioni, dai 3 ai 6 anni, è chiamata a votare i libri finalisti della Sezione “Crescere con i libri” del Premio nazionale Nati per Leggere.

Quest’anno, nella giuria, ci saranno anche le bambine e i bambini di Viterbo e, in particolare, della Scuola dell’Infanzia “Alberto Manzi” dell’I.C. Canevari e della Scuola dell’Infanzia “Santa Barbara” dell’I.C. Ellera.

La partecipazione nasce da un’idea del gruppo volontarie NpL città di Viterbo ed è reso possibile grazie alla Biblioteca Consorziale Viterbo, che ha acquistato i 9 libri finalisti e li ha messi a disposizione delle scuole.

I voti dei bambini viterbesi saranno inoltrati al Coordinamento regionale e saranno poi accorpati a quelli nazionali. Il libro vincitore verrà svelato in occasione del Salone del Libro di Torino. Sarà organizzato, in biblioteca, un incontro gratuito aperto al territorio, dedicato al libro vincitore.

Il programma nazionale Nati per Leggere, promosso dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche e dal Centro per la Salute del Bambino, propone gratuitamente alle famiglie con bambini fino a 6 anni di età attività di lettura che costituiscono un’esperienza importante per lo sviluppo cognitivo dei bambini e per lo sviluppo delle capacità dei genitori di crescere con i loro figli.

Esso rappresenta uno strumento a tutela del diritto del bambino a essere protetto, non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dallo svantaggio socio-culturale e dalla povertà educativa. Le storie, con le loro parole e loro immagini, sono una fonte inesauribile di stimoli che, se offerti precocemente e con continuità, incidono profondamente sull’itinerario di vita di un bambino.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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