Lavoro, Panunzi (Pd): “Bene l’approvazione della legge sulla parità retributiva di genere”
Panunzi
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ROMA - “Primi in Italia a mettere in campo soluzioni per affrontare il problema del lavoro delle donne”. Lo afferma il vice presidente della X commissione Enrico Panunzi.

ROMA – “Primi in Italia a mettere in campo soluzioni per affrontare il problema del lavoro delle donne”. Lo afferma il vice presidente della X commissione Enrico Panunzi, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della proposta di legge n. 182/2019, presentata dalla consigliera regionale Eleonora Mattia, sulle “Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra i sessi, il sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile di qualità, nonché per la valorizzazione delle competenze delle donne”, che prevede lo stanziamento di 7,66 milioni di euro per il triennio 2021-2023.

“La pandemia ha accentuato le disuguaglianze sociali ed economiche. Le donne sono state tra le più colpite – sottolinea il consigliere regionale del Pd Panunzi -. La legge riconosce un grave problema, lo mette nero su bianco e introduce degli importanti strumenti per rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza formale e sostanziale tra uomini e donni nel mondo del lavoro”.

Tra le misure più significative, finanziate con il fondo di 7,66 milioni di euro, ci sono l’istituzione della Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro, il 7 giugno; i contributi per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) per la formazione di neoassunte a contratto a tempo indeterminato; il reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza o con disabilità, attraverso contributi da erogare agli enti locali per l’attuazione di progetti di iniziativa degli enti del terzo settore; la riserva a valere sul fondo del microcredito per le donne in situazioni di disagio sociale; il sostegno all’imprenditoria femminile attraverso l’apertura di una apposita “sezione speciale regionale” nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese della legge 662/1996; l’erogazione di buoni per l’acquisto di servizi di baby-sitting e di caregiver e altre iniziative per favorire la condivisione delle responsabilità di cura e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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