Lavoro nella Tuscia, in aumento i numeri del terziario
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Da indagine del Sole24Ore nella Tuscia salgono i numeri del settore terziario. In diminuzione quelli legati al mondo dell'industria

VITERBO- Nella Tuscia domina il terzo settore. A dirlo i dati di un’indagine del Sole24Ore su lavoro e economia.

In 54 comuni sui 60 analizzati domina infatti il settore terziario lasciando in sordina tutto quello che gira intorno al mondo dell’industria. Ad eccezioni di centri come Civita Castellana dove l’industria delle ceramiche è preponderante, i piccoli comuni della Tuscia sono ferrati in servizi che riguardano il terziario a 360 gradi. 

I luoghi dove lo squilibrio a favore dei servizi è maggiore si trovano soprattutto nella parte più meridionale della provincia e intorno ai grandi centri, come Viterbo e Tarquinia. Forti in questi centri sono i dati riguardanti il turismo, soprattutto vicino alla costa dove la stagione balneare ha sicuramente confermato che i servizi legati al terziario sono nettamente superiori rispetto a tutti gli altri.

Anche a Viterbo salgono i dati legati al turismo e alle attività connesse sono in aumento per arrivare a luoghi come Bagnoregio e Civita di Bagnoregio dove tutto il mondo del terziario ha confermato un picco di interesse anche rispetto agli anni precedenti. E i dati sono in assoluta crescita.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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