Lavoratori Francigena: "Il Pd pensi a rilanciare la società e a far pagare gli autori dei passivi"
francigena
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I lavoratori Francigena non hanno gradito i contenuti della lettera che il Pd ha scritto a Michelini. Sono rimasti indigesti i passaggi dove si ipotizza una messa sul mercato della società. Ecco che anche loro hanno scritto, ai giornali. Un po' come il Pd, visto che Michelini ha ricevuto dopo delle redazioni la missiva.

La lettera del Partito Democratico a Michelini non ha causato mal di pancia e reazioni soltanto all’interno della maggioranza. A “sbottare” sono anche i lavoratori Francigena, attraverso un comunicato delle sigle sindacali. Infatti in uno dei passaggi della missiva vengono espresse alcune idee proprio nel merito della partecipata. I dipendenti scongiurano l’ipotesi di una messa sul mercato della società, criticano l’idea di vendere il ramo d’azienda delle farmacie e puntano il dito su alcune scelte del vecchio consiglio d’amministrazione. La prima scelta criticata è legata all’esternalizzazione del ramo d’azienda che si occupava della segnaletica stradale. Un pastrocchio che ha portato solo alla perdita del lavoro per due padri di famiglia. La seconda è quella legata ai diversi contenziosi legali che il passato cda ha aperto con diversi lavoratori.

 

IL COMUNICATO INTEGRALE DEI LAVORATORI FRANCIGENA

 

Con riferimento al documento programmatico del Pd, pubblicato sui giornali locali, le Rsu della Francigena a nome di tutti i lavoratori precisano quanto segue:

Siamo d’accordo col documento programmatico del Partito Democratico laddove si afferma che il servizio di trasporto pubblico così come viene espletato è largamente insufficiente e si auspica un investimento da parte della società per quanto riguarda i mezzi che sono vecchi e inefficienti. Anche per quanto riguarda le linee urbane si evidenzia la necessità di una rivisitazione del grafo di rete al fine di rendere il servizio più efficace e soddisfare le necessità degli utenti.

Non siamo assolutamente d’accordo con il Partito Democratico quando si afferma la necessità di cedere il ramo d’azienda che riguarda le farmacie in quanto non strategico. Primo perché l’esperienza della cessione del ramo d’azienda della segnaletica stradale effettuata da Francigena ha comportato solamente la disoccupazione di due padri di famiglia che tuttora aspettano un aiuto da questa amministrazione.

Secondo perché le farmacie sono ovunque fonte di guadagno e se quelle gestite dalla partecipata non producono utili va capito il perché e non venderle.

Ancor meno siamo d’accordo con il Pd quando paventa la possibilità di mettere in liquidazione la società e di rivolgersi al mercato esterno. Piuttosto chiediamo al Pd di attivarsi al fine di addebitare ai veri responsabili, ovvero il vecchio Cda, le spese derivanti dalle controversie giudiziarie che pian piano si stanno risolvendo a favore dei lavoratori.

Nelle ultime settimane, infatti, sono arrivati a conclusione tre processi, tutti con esito favorevole per i nostri colleghi, i quali comporteranno un oneroso esborso di denaro pubblico.

Noi crediamo che non debbano essere i cittadini o noi lavoratori a pagare con la vendita del ramo d’azienda delle farmacie o addirittura dell’intera società, ma coloro che negli anni scorsi si sono resi responsabili della mala gestione della società.

Infine una riflessione: è preoccupante e deludente che l’unico rimedio che uno dei partiti più importanti di questa amministrazione riesce a suggerire per la soluzione dei problemi della Francigena sia sintetizzabile nella parola “vendere”.

Le Rsu

Renato Cerocchi

Massimiliano Silvestri

Nazzareno Vecchioni

Guido Urbani

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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