Lavanda e petali di rose coltivate nel monastero, ecco l'omaggio delle Alcantarine a Viterbo
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Un sacchetto bianco, la scritta Santa Rosa in rosso e dentro un cuore di lavanda. Sacchettini con l'icona della patrona che contengono petali di rose raccolti nel giardino del monastero. Il dono delle Alcantarine alla città di Viterbo.

Un sacchetto bianco, la scritta Santa Rosa in rosso e dentro un cuore di lavanda. Sacchettini con l’icona della patrona che contengono petali di rose raccolti nel giardino del monastero. Sono questi i due nuovi omaggi che le suore Alcantarine, che vivono la loro prima festa di Santa Rosa dall’arrivo a Viterbo, stanno preparando in questi giorni per i visitatori della basilica e del corpo santo.

“Quest’anno si aggiungeranno alla tradizionale rosa che chi viene a fare visita a Santa Rosa potrà portare a casa. Perché le tradizioni non si cancellano e vanno portate avanti, ma ci sembrava un bel gesto fare anche qualcosa di nostro per l’occasione”, racconta suor Francesca Pizzaia.

Un dono che si aggiunge alla tradizione e che troverà l’apprezzamento dei viterbesi e dei fedeli. Un gruppo di persone vicine al monastero ha aiutato negli ultimi mesi le suore nel lavoro necessario per la preparazione di questi regali per la città.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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