L'Auditorium dell'Unitus sarà intitolato a Carlo Azeglio Ciampi
Ciampi
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“Intitolare l’Auditorium – dichiara il Rettore Stefano Ubertini - del nostro Ateneo al Presidente Carlo Azeglio Ciampi significa rendere omaggio a una figura che ha segnato la storia della Repubblica italiana con le sue scelte, i suoi valori e l’equilibrio del suo pensiero".

VITERBO – È in programma il prossimo 30 maggio, con inizio alle ore 10:30, la cerimonia di intitolazione dell’Auditorium dell’Università degli Studi della Tuscia alla memoria del Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, scomparso a settembre del 2016.

La manifestazione sarà aperta dal saluto istituzionale che porterà il Magnifico Rettore dell’UniTus, Stefano Ubertini, al quale poi seguiranno gli interventi di Paolo Peluffo, Magistrato della Corte dei Conti e già portavoce del Presidente, che relazionerà sul tema “Storia e memoria come educazione alla politica”, e di Maurizio Ridolfi, Professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Ateneo, che invece si soffermerà nella sua relazione su tema de’ “La pedagogia civile del Presidente”.

“Intitolare l’Auditorium – dichiara il Rettore Stefano Ubertini – del nostro Ateneo al Presidente Carlo Azeglio Ciampi significa rendere omaggio a una figura che ha segnato la storia della Repubblica italiana con le sue scelte, i suoi valori e l’equilibrio del suo pensiero. Economista, banchiere centrale, uomo delle Istituzioni, promotore dello spirito repubblicano e sostenitore della cultura come motore del progresso civile e democratico del Paese. Il suo impegno per l’unità nazionale, per l’integrazione europea e per la difesa del patrimonio culturale e morale dell’Italia si riflette nella missione universitaria.

In questo spazio che gli dedichiamo, dove si accresce il sapere attraverso il confronto e la crescita, il nome di Carlo Azeglio Ciampi ispirerà studentesse e studenti, docenti, cittadine e cittadini, ricordando a tutti noi quanto sia nobile il servizio per il bene comune svolto con integrità e senso delle istituzioni.”

La cerimonia di intitolazione si concluderà con l’intervento di Gabriella Ciampi, già Professoressa ordinaria di Storia contemporanea presso l’Università della Tuscia.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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