Latte, protestano anche i pastori della Tuscia. Coldiretti: “Istituita una commissione in Regione”
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Bersaglio della protesta sono le industrie casearie che, secondo i pastori, impongono un prezzo che non consente di ripagare i costi di produzione.

Anche i pastori della Tuscia manifesteranno contro il prezzo del latte, l’appuntamento è fissato per sabato 16 febbraio alle ore 10 accanto alla fermata dei Cotral. Nel frattempo in Regione è stata istituita una cabina di regia richiesta da Coldiretti Lazio per garantire un livello di retribuzione accettabile per il latte venduto. Bersaglio della protesta sono le industrie casearie che, secondo i pastori, impongono un prezzo che non consente neanche di ripagare i costi di produzione.

“La Regione Lazio – scrive in una nota il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici – ha accolto la nostra proposta di costituire una commissione per la formazione del prezzo che raccolga rappresentanti di tutta la filiera. E’ nostra ferma intenzione – continua Pacifici – riuscire a garantire un prezzo equo ai pastori, da troppi anni sfruttati e sottopagati dalle industrie casearie con prezzi ben al di sotto dei costi di produzione”

“La protesta del comparto del latte ovino si sta allargando a macchia d’olio”, questo il monito lanciato qualche giorno fa dal presidente di Confartigianato Lazio Sergio Ricotta che da subito aveva denunciato come si fosse “instaurato un meccanismo perverso, che gli allevatori pagano in prima persona poiché il prezzo pagato non copre nemmeno i costi di produzione del latte”.

La protesta si sta allargando, martedì a Grosseto hanno manifestato in 500 al grido di “mai più sotto un euro”. Tra i presenti anche alcuni pastori del viterbese. Dopo la protesta la Regione Toscana ha annunciato un Protocollo di intesa per il rilancio del settore e stanziato 2 milioni a sostegno di tutta la filiera.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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