Latte di provenienza certificata, Coldiretti: "Ora si potrà conoscere la provenienza"
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Con l’etichettatura di origine finisce l’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte uht su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato indicato in etichetta.

Due confezioni di latte a lunga conservazione su tre sono già in regola con la nuova etichetta di origine che consente di smascherare il latte straniero finora spacciato per italiano. Emerge dal monitoraggio della Coldiretti che ha raccolto i campioni di latte in vendita nei principali supermercati e negozi in occasione dell’entrata in vigore della legge che introduce l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari (Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017). Situazione più diversificata per yogurt e formaggi anche perché il provvedimento prevede che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte con il sistema di etichettatura precedente.

Con l’etichettatura di origine finisce l’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte uht su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato indicato in etichetta. Si conclude positivamente una lunga battaglia di Coldiretti in favore della trasparenza richiesta dai consumatori italiani che considerano molto importante che l’etichetta riporti il paese d’origine del latte fresco, di yogurt e formaggi e del latte a lunga conservazione. La legge si applica a ogni genere di latte – vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Il provvedimento è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno dalla Coldiretti contro le speculazioni insostenibili sui prezzi alla stalla e sta già portando a un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori senza oneri per i consumatori.

Oltre 1,7 milioni di mucche da latte italiane, come anche pecore e capre, possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea la Coldiretti – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiori grazie al sistema di controlli eseguiti dalla rete di veterinari più estesa d’Europa. Con l’etichettatura di origine obbligatoria per il latte a lunga conservazione e dei suoi derivati si realizza un altro passo importante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però ancora 1/3 della spesa degli italiani resta anonima. L’Italia è diventata il più grande importatore mondiale di latte.

Dalle nostre frontiere passano ogni giorno 24 milioni di litri materia prima dall’estero per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Almeno finora. L’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del latte in etichetta tutela produttori e consumatori. I primi perché finalmente la produzione italiana può essere premiata per la sua qualità, i secondi perché finalmente, leggendo le etichette, potranno sapere da dove arriva il latte e scegliere in piena consapevolezza quale acquistare.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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