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INSIDE – I preparativi alla mattina presto. Donne e uomini di Latera si ritrovano davanti la
chiesetta di San Giuseppe, dove all’interno si dice che sia avvenuto il miracolo della
Madonna che ha aperto gli occhi.
Il tempo non è per la quale, anzi il meteo ha messo pioggia e fa pure freddo. La chiesetta, che da notizie certe risalerebbe all’anno 1000, si trova quasi in fondo al paese su di un piano ed è stata ornata dalle donne con fiori e mimosa.
Entro nella piccola porticina di lato e incontro, raccolto nelle sue preghiere, Don Emanuele Germani laterese doc e responsabile dell’ufficio stampa della Diocesi di Viterbo. Scambio con lui due parole, in quanto deve rientrare a Viterbo per impegni con il Vescovo. Il suono della banda si comincia a sentire tra i vicoli del piccolo borgo dell’alta Tuscia che conta poco più di 700 abitanti.
“Qui si collabora tutti quanti per portare avanti queste tradizioni – dice Luigi Migliaccio – responsabile del comitato festeggiamenti – dal più piccolo al più anziano la collaborazione è la forza che ci spinge a continuare se non avessimo questa sarebbe molto dura”.
La festa è iniziata. La gente, dietro la banda, arriva e riempie la piccola chiesetta di san Giuseppe per la messa nel ricordo del Miracolo del 1875. A fine funzione il sindaco Francesco di Biagi ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita festa.
“Questo momento di aggregazione è molto sentito dalla gente di Latera – dice il sindaco – è una festa che parte da lontano e che a sua volta unisce come un collante la nostra piccola comunità.” Il rinfresco posto fuori della chiesa è il momento per scambiare quattro chiacchere con amici e parenti, per assaggiare “i castagnolo”, un dolce tipico laterese e prendere la piccola ceramica realizzata in occasione di questa
giornata. Giornata che continua nel pomeriggio con giochi per bambini, torneo di scopa, musica e sano divertimento per i più grandi. Con la sola eccezione del lancio dei palloni aerostatici che è stato rinviato a questa sera (domenica 2 marzo ndr) causa maltempo.
Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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