
Last Minute Market, questa volta potrebbe essere quella buona. Il progetto, su cui da tempo stanno lavorando i pentastellati viterbesi, è pronto a sbarcare nuovamente in consiglio comunale. All’attivo già due esordi, tramutatisi puntualmente in un nulla di fatto. Ma a questo giro è cambiato il clima e ci sono nuovi elementi interessanti. Su tutti la candidatura di Viterbo a Capitale Europea del Volontariato.
E il mercato solidale viterbese è stato pensato per camminare sulle gambe delle associazioni della consulta locale del volontariato. Attivarlo quindi significherebbe aggiungere una freccia bella grossa alla faretra etrusca, per affrontare al meglio la competizione. Da qui l’appoggio anche del presidente del consiglio comunale Marco Ciorba, presidente della consulta e vicino al mondo del volontariato locale. Ma oltre a Ciorba anche altri consiglieri di maggioranza vedrebbero di buon occhio la realizzazione dell’idea.
Sta di fatto che i Cinque Stelle sono pronti a riprovarci e per il consiglio di giovedì, dove torna protagonista il bilancio, si presenteranno con quattro proposte: assegno civico, baratto amministrativo, il microcredito e il mercato solidale. Il fine di quest’ultimo è quello di realizzare uno spazio vendite dove mettere in commercio prodotti invenduti della grande distribuzione e prossimi alla scadenza. Il tutto a prezzi ridotti. Un progetto quindi di valore sociale ma anche ambientale ed economico. Il conferimento in discarica di questa merce infatti rappresenta un sicuro costo per la comunità.
I fondi necessari, da trovare tra le pieghe del bilancio, ammontano a circa 50mila euro. Una sfida in buona sostanza possibile.
La cosa che forse ancora in pochi sanno è che tutto questo è già realtà in diversi comuni italiani. Grazie a una realtà imprenditoriale, che va proprio sotto il nome di Last Minute Market, che nasce nel 1998 come spin-off dell’Università di Bologna. Dal 2003 diventa azienda e opera su tutto il territorio nazionale, sviluppando progetti territoriali volti al recupero dei beni invenduti (o non commercializzabili) a favore di enti caritativi.
La ditta si avvale di un team operativo giovane e dinamico affiancato da docenti e ricercatori dell’Università di Bologna. Con oltre 40 progetti attivati in comuni, province e regioni Italiane, Hanno consolidato un metodo di lavoro efficace ed efficiente che permette di attivare in maniera progressiva il sistema donazioni/ritiri tenendo sotto controllo gli aspetti nutrizionali, igienico-sanitari, logistici e fiscali.
Nella fase di sviluppo dei progetti, oltre al coinvolgimento dei soggetti donatori e beneficiari, lavorano a stretto contatto con gli assessorati alle attività produttive, alle politiche sociali e culturali degli enti locali, con prefetture e Asl in modo tale da garantire la perfetta conformità con le normative vigenti, la trasparenza delle procedure, il monitoraggio e la quantificazione dei risultati ottenuti. Lo sviluppo di un’azione di questo tipo ha impatto importante anche dal punto di vista ambientale ed economico, riducendo la produzione di rifiuti sul territorio.
La partita è tutta nella mani del consiglio comunale, che magari potrebbe rafforzare il progetto pentastellato proponendo il coinvolgimento nell’impostazione del tutto dell’affidabile realtà bolognese.


















