L'Associazione Viterbese per la Cremazione dona una panchina al "giardino della Memoria" di San Lazzaro

L'Associazione viterbese per la Cremazione dona alla città di Viterbo una panchina. Venerdì mattina è stata collocata presso il “giardino della Memoria”, l’area per la dispersione delle ceneri, presso il Cimitero di San Lazzaro.
L’Associazione Viterbese per la Cremazione dona alla città di Viterbo una panchina. Venerdì mattina è stata collocata presso il “giardino della Memoria”, l’area per la dispersione delle ceneri, presso il Cimitero di San Lazzaro.
Presenti alla cerimonia di consegna l’Amministrazione comunale, il vicesindaco Luisa Ciambella e l’Assessore ai
Lavori Pubblici Alvaro Ricci, per l’Associazione viterbese per la Cremazione la presidente Linda Natalini, i
membri del direttivo dell’associazione e alcuni soci.
“Con questo gesto l’Associazione Viterbese per la Cremazione ha voluto rendere ancora più fruibile l’area per la dispersione per chiunque voglia sostare e ricordare i propri cari”. Le parole del presidente Natalini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















