
L’associazione nazionale comuni virtuosi sostiene la campagna “Ice stop glifosato” il cui uso è diffuso anche nella Tuscia.
“Ho appena firmato la petizione al parlamento europeo per vietare definitivamente il glifosato, è partita in tutta Europa una iniziativa dei cittadini europei (Ice) per impedirne l’uso” afferma il Presidente Bengasi Battisti –“Sono necessarie un milione di firme in Europa e 90mila in Italia. Per sottoscrivere l’ iniziativa sono sufficienti gli estremi della carta di identità. La decisione che dovrà assumere Bruxelles relativamente all’autorizzazione del glifosato, erbicida più diffuso al mondo, non è solo una questione tecnica”.
“Dietro la scelta” – prosegue Bengasi Battisti – “c’è l’affermazione del diritto alla salute attraverso l’applicazione del principio di precauzione e cioè che solo il sospetto che una molecola sia dannosa per gli esseri viventi dovrebbe essere vietata”.
L’agenzia per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato il glifosato “Probabile cancerogeno per l’uomo” .
Lo studio pubblicato su The lancet oncology, conclude che le prove che l’erbicida causi il cancro sono sufficienti e sono forti per quanto riguarda la genotossicità (capacità di danneggiare il dna).
Inoltre l’esposizione all’erbicida, diffuso dalla monsanto e utilizzato in 750 prodotti in agricoltura, è correlata a un aumento di leucemie infantili, malattie neurovegetative, Parkinson e linfomi non Hodgkin.
Possiamo dal basso con le nostre firme attraverso chiedere al Parlamento Europeo di non autorizzare il glifosato.
È necessario nuovo modello agricolo ed economico rispettoso dell’ambiente e delle persone.


















