L'Association Club de Photo di Tunisi in visita a Viterbo
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L’Association club de photo de Tunis verrà in visita a Viterbo, martedi 19 marzo, per gemellarsi con Lo studiolo fotografico

VITERBO- L’Association club de photo de Tunis verrà in visita a Viterbo, martedi 19 marzo, per gemellarsi con Lo studiolo fotografico.

Il club tunisino, con a capo il suo presidente Khalil Atallah, sarà rappresentato da 12 membri di cui 4 donne e sarà ricevuto dal fondatore del club viterbese Marco Pieroni ed alcuni soci che accompagneranno gli amici tunisi per riprende le bellezze del nostro territorio.
La visita toccherà Bomarzo, Viterbo (San Pellegrino e Palazzo Papale ) e Civita di Bagnoregio.
Gli scatti prodotti saranno oggetto di una mostra fotografica patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura dell’Ambasciata Italiana di Tunisi.

Le opere prodotte saranno poste in vendita per beneficenza ad istituzioni tunisine. In occasione della mostra alcuni membri dello Studiolo si recheranno a Tunisi per ricambiare la visita e riprendere le bellezze locali che saranno oggetto di una mostra in Italia.
Lo scopo del gemellaggio è condividere la passione per la fotografia a livello amatoriale e rinsaldare i vincoli di amicizia tra i nostri due paesi al centro del Mediterraneo.

Far conoscere le bellezze dei luoghi e dei tesori dei nostri paesi attraverso le immagini è suggestivo e diretto. Un modo per contribuire alle relazioni tra le nostre società che molto hanno in comune e divenire strumento di diffusione culturale.
Il più cordiale e sentito benvenuto agli amici del Club de photo e buoni scatti.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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