L'assessore Notaristefano a Parma per "marciare" con la Coldiretti
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PARMA - Ha partecipato, in rappresentanza del Comune di Viterbo e su invito del direttore Coldiretti Viterbo Andrea Marconi e della presidente M. Beatrice Ranucci, alla grande mobilitazione Coldiretti, a Parma, per ribadire l'importanza della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti agricoli italiani.

PARMA – Nella giornata del 19 marzo, l’assessore all’agricoltura e alla filiera agroalimentare del cibo Patrizia Notaristefano ha partecipato, in rappresentanza del Comune di Viterbo e su invito del direttore Coldiretti Viterbo Andrea Marconi e della presidente M. Beatrice Ranucci, alla grande mobilitazione Coldiretti, a Parma, per ribadire l’importanza della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti agricoli italiani.

La manifestazione, che ha registrato la partecipazione di oltre 20.000 soci Coldiretti e amministratori provenienti da tutta Italia, tra cui una delegazione di Viterbo, e che ha visto l’intervento del presidente nazionale Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha sfilato nel centro della città con lo slogan “Facciamo luce”, richiamando l’attenzione su temi cruciali per la salute dei cittadini fino a raggiungere la sede dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l’ente che esamina le richieste di autorizzazione dei novel food.

“La manifestazione si è svolta pacificamente – ha spiegato l’assessore Notaristefano – con le richieste del presidente nazionale Prandini e del segretario generale Gesmundo presentate direttamente ai vertici di Efsa. Una grande movimentazione per discutere sulla necessità di effettuare controlli più puntuali sui cibi realizzati in laboratorio e sulla difesa dei cibi naturali rispetto a quelli a base cellulare prodotti in laboratorio, per la cui commercializzazione si chiedono studi scientifici più approfonditi per valutarne la sicurezza. La frontiera del ‘novel food’ è ormai una realtà che riguarda una molteplicità di prodotti e tecniche produttive inedite che richiamano alla necessità di affrontare tutte le questioni rilevanti prima che tali prodotti siano disponibili sul mercato”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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