Lascia biglietto d'addio alla famiglia, 42enne viterbese ritrovato nei boschi del Terminillo
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Da qui l'inizio delle ricerche, il tentativo di geolocalizzazione del telefono cellulare e l'individuazione del segnale proveniente dal comune di Castel Sant'Angelo sul territorio di Rieti.

VITERBO – I famigliari hanno trovato un biglietto di addio dove un 42enne viterbese aveva manifestato la propria intenzione di togliersi la vita e lasciato disposizioni testamentarie sui propri beni. Un segnale terrificante che ha spinto i parenti dell’uomo a dare l’allarme e chiedere aiuto ai carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo. 

Da qui l’inizio delle ricerche, il tentativo di geolocalizzazione del telefono cellulare e l’individuazione del segnale proveniente dal comune di Castel Sant’Angelo sul territorio di Rieti. Quindi il contatto con i carabinieri della zona e il tentativo di rintracciarlo. 

Una vera e propria corsa contro il tempo che però non sembrava promettere bene. I militari della zona hanno cercato molto e hanno continuato a farlo nella giornata di ieri nonostante l’arrivo del buio e una pioggia torrentizia. Hanno battuto in lungo e largo la zona fino a quando non hanno ritrovato la macchina su una strada di montagna che porta al Terminillo. Dentro, fortunatamente, c’era anche il 42enne. L’uomo è apparso in stato confusionale ed emotivamente provato ai carabinieri che subito hanno cercato di tranquillizzarlo e portato con sé.

All’origine del gesto sembrerebbero esserci ragioni di carattere sentimentale. 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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