L'ascensore fra Valle Faul e piazza del Duomo è realtà
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Inaugurato questa mattina da una folta delegazione di poltici. Gioia bipartisan per Leonardo Michelini e l'ex sindaco Giulio Marini

L’ascensore che collega Valle Faul e Piazza del Duomo è finalmente realtà, anche se non tutti ci credevano. Chi non segue con assidiuità i giornali locali, infatti, e si è ritrovato a passare per la valle di Viterbo, spesso si è chiesto cosa fosse quella sorta di tunnel recintato, pensando a uno dei soliti progetti che si iniziano e non si concludono mai, ma non è questo il caso.

I lavori sono stati completati quasi un anno fa e questa mattina, alla presenza di un nutrito gruppo di politici e personalità locali, l’inaugurazione dei due ascensori tanto desiderati. In prima fila c’è l’assessore ai lavori pubblici, Alvaro Ricci, che dopo tanti attacchi sui lavori del Plus, ora vede finalmente la luce e la fine di questi lavori. Gioisce il sindaco Michelini, ma accanto a lui lo fa anche Giulio Marini, ex primo cittadino che – riconosciuto da tutti – fece arrivare a Viterbo i fondi per il progetto Plus: 10 milioni di euro.

Presente anche il consigliere regionale Panunzi e il senatore Fioroni, che con una battuta riconosce il merito della giunta Michelini e di quella Marini, che “in trent’anni” sono riusciti a conseguire un grande risultato. Ricci ne approfitta per ricordare tutte le trafile, burocratiche e lavorative, si sono dovute affrontare per arrivare fino al viaggio inaugurale. Ma ormai la polemica passa in secondo piano: il risultato è stato ottenuto, in tempo o meno che sia.

Si parte per il primo viaggio dell’ascensore, in senso metaforico visto che prima della cerimonia di inaugurazione alcuni turisti ne hanno approfittato per accorciare il viaggio fino al Duomo. È prevista anche una fermata intermedia, all’altezza di San Clemente, ma ancora non è attiva. L’ascensore impiega 20 secondi per arrivare fino alla sua meta, in piazza del Duomo, per la gioia di cittadini e turisti.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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