L'artigianato protagonista a Viterbo, la premiazione della XVIII edizione di 'Forme e Colori' CNA
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L'iniziativa , conferma l'importanza per la Tuscia di sostenere e valorizzare gli artigiani del territorio a tirare fuori la propria creatività.

di Valentina Beraldo

VITERBO – Si è conclusa sabato pomeriggio all’interno di palazzo Brugiotti, la XVIII edizione di forme e colori nella terra di Tuscia, con la cerimonia di premiazione dei vincitori. I partecipanti dovevano attenersi al tema di quest’anno: viaggio nella fedeltà dell’artigianato. Tema molto importante che invitava i partecipanti a interrogarsi su come coniugare il valore della tradizione e del territorio con l’evoluzione delle innovazioni del mondo contemporaneo.

A presenziare alla partecipazione, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, la presidente del Museo della Ceramica della Tuscia Silvia Valentini, Il presidente Alessio Gismondi per la Cna, il segretario Attilio Lupidi e il capo di gabinetto della Cna nazionale Gabriele Rotini.

I premi in palio, messi a disposizione della Fondazione Cravit, ammontavano a 4.000 euro per il primo posto, 1.500 euro per il secondo posto e 500 euro per il terzo posto.

In ordine di premiazione:

1° posto: Gianluca Merlonghi, opera: “la ricerca dell’essenza”.
2° posto: Marco Bracci e Armando Mortet, opera: “l’abbondanza”.
3° posto: Irene Lupi, opera: “Collier”.

Menzioni Speciali:
Roberta Pietrini, con l’opera: “Custode del fuoco”
Stefania Pochesci, con l’opera: “Sussurri del Bosco”

Premiazione studenti del liceo artistico “Francesco Orioli”

1° posto: studenti della classe 2B con l’opera: “Il canto dello stormo”. Premiazione con un voucher di 1000 euro per l’acquisto di materiale didattico.
2° posto: Gaia La Spina con l’opera: “il malcontento di Viterbo”
3° POSTO: Andrea Aquilani: “il passo del vuoto”.

Viviamo in un periodo dove l’elemento predominante è la velocità, l’artigianato invece rappresenta l’opposto: la cura, la lentezza e l’attenzione per le cose. L’iniziativa , conferma l’importanza per la Tuscia di sostenere e valorizzare gli artigiani del territorio a tirare fuori la propria creatività. Appuntamento alla prossima edizione per un altro viaggio tra creatività e tradizione.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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