L'arte in mostra a Natale per merito di Vittorio Sgarbi
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In arrivo a Natale la mostra del noto critico a Palazzo dei Priori. Tra dicembre e gennaio saranno tantissime le opere esposte per "la vita silenziosa delle cose"

Arriverà in tempo per Natale la mostra curata da Vittorio Sgarbi: La vita silenziosa delle cose. Un’esposizione che si terrà all’interno di Palazzo dei Priori, tra dicembre e gennaio.

Quaranta tele raffiguranti nature morte, a opera d’artisti quali Fede Galizia, Vincenzo Campi, Giacomo Ceruti, Fortunato Depero. Tutte le opere al momento si trovano a Milano, a palazzo Isimbardi, ma presto arriveranno nel capoluogo della Tuscia per l’allestimento, che avrà un costo di circa 35mila euro. Altri 10mila vanno al coordinamento generale, progetto grafico e gestione.

L’ok dell’amministrazione viterbese è arrivato, quindi si parte con il progetto. L’ingresso alla mostra avrà un costo, che dovrebbe attestarsi sulle 5 euro, salvo riduzioni per studenti e militari. Sarà invece gratuita la visita per le scolaresche, i minori di 18 anni e gli operatori. L’incasso andrà in detrazione dei 35mila euro previsti per l’allestimento.

Un’altra vode di spesa, invece, sarà quella per la progettazione e la realizzazione delle strutture portanti e degli allestimenti, che al termine della mostra rimarranno di proprietà del Comune: altri 16mila euro previsti.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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