

BOLSENA – Il centro storico di Bolsena si è preso la scena trasformandosi in un gigantesco palcoscenico a cielo aperto. La Notte Bianca della Cultura ha fatto centro portando in piazza migliaia di persone e un’energia elettrica che è durata fino all’alba.
Niente cerimoniali ingessati ma idee chiare fin dal taglio del nastro e dal buffet per gli addetti ai lavori. Il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte e quello di Bagnoregio Luca Profili sono preventivamente andati dritti al punto: la barra resta dritta verso la candidatura congiunta a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028. Un obiettivo ambizioso che punta a fondere la bellezza del lago e dei calanchi con i linguaggi moderni creando un laboratorio diffuso in questa parte dell’alta Tuscia. Su questo palco di idee tutti gli artisti che hanno esposto le proprie opere hanno condiviso in pieno i discorsi dei sindaci, manifestando totale unione d’intenti verso il progetto e invitando i primi cittadini a continuare con decisione lungo questa strada. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Cozza Caposavi, consigliere comunale e Presidente della Commissione Cultura, che ha ricordato il peso specifico del territorio: a Bolsena brilla infatti Il Gran Caro, il Parco d’Arte Contemporanea en plein air nel Golfo del Grancaro che vanta oltre 40 installazioni e interventi di land art firmati da maestri italiani e internazionali.
La vera forza della serata è stata la sua struttura profonda capace di fondere aria, terra, fuoco e acqua in un’unica grande mappa emotiva. Gli elementi naturali si sono mescolati tra i vicoli del borgo attraversando atmosfere diverse e complementari. C’era la leggerezza e la vibrazione della musica nell’area dell’Aria davanti alla Basilica di Santa Cristina, che si univa alla concretezza del Fuoco e della Terra nell’artigianato e nella materia di piazza Matteotti, per poi sprofondare nel mistero profondo dell’Acqua legato a piazza San Rocco.
In questo percorso sensoriale si respirava creatività pura grazie alle opere di pesi massimi come Tommaso Cascella, Thomas Lange, Mutsuo Hirano, Sandro Scarmiglia e Gino Bernardini. Spazio anche alla fotografia cruda ed evocativa con la mostra Ombre di vita, Echi di memoria di Maurizio Di Giovancarlo e Roberto Colonnelli.
La risposta del pubblico è stata oceanica. Musica, balletti e artisti di strada hanno invaso ogni angolo mentre l’ospitalità bolsenese ha retto l’urto con trattorie, bar e gelaterie aperti a pieno ritmo per sfamare e accogliere i visitatori.
L’evento, patrocinato dal Comune di Bolsena e dalla Regione Lazio, è il risultato di un enorme lavoro di squadra. Un grande applauso va ai curatori e organizzatori Andrea Basili e Isabella Bellitto, capaci di coordinare uno sforzo collettivo enorme che ha visto in prima linea la Pro Loco Bolsena, la Pro Loco Giovani Bolsena, la Cooperativa Il Quadrifoglio e la Pro Loco di Acquapendente.
Una menzione speciale va però al gruppo Centro Porta della Ripa. Hanno lavorato fin dalla mattina per mostrare dal vivo l’antica arte dei Pugnaloni di Acquapendente. La sera l’esposizione ha lasciato il pubblico a bocca aperta: una meraviglia fatta interamente di petali e foglie, capace di conquistare il secondo posto nell’edizione 2026 e di dimostrare che la tradizione, nella Tuscia, è più viva che mai.
© Maurizio Di Giovancarlo Tuscia Fotografia





































