“L’arsenico per Viterbo è come l’Ilva per Taranto”. Parla il legale Carlo Mezzetti
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"Secondo vari studi l’arsenico va messo in relazione a casi di mortalità non solo per tumori, ma anche per malattie cardiovascolari e diabete. Man mano che gli studi progrediscono e la tecnica migliora sarà sempre più chiaro il prezzo che i viterbesi hanno già pagato e stanno ancora pagando”.  

“L’arsenico per Viterbo è come l’Ilva per Taranto”. Interviene a Radio Verde il legale del comitato che lotta per arrivare a una soluzione del problema arsenico “Non ce la beviamo”, Carlo Mezzetti. Ieri una conferenza stampa per annunciare un esposto alla Procura contro ignoti presentato a firma di Solidarietà Cittadina, Viterbo 2020, Rifondazione Comunista, Forum per l’acqua pubblica e Usb.

 

Perché?

“Perché sono passati 22 mesi dalla cessazione dell’ultima deroga concessa dall’Unione Europea e non vogliamo che cali l’attenzione su questo tema. E poi per investire la Procura della Repubblica per una vicenda che potrebbe avere sviluppi ancor più importanti. Leggendo le carte e gli studi ho maturato la convinzione che tra un po’ di anni non parleremo più di pericoli, ma proprio di malati e purtroppo morti. Come è avvenuto a Taranto per l’Ilva o a Porto Marghera. Quindi vogliamo investire la Procura per fare pressione sul potere politico.

 

Gli enti locali stanno facendo il loro dovere?

“Voglio precisare che sono solamente il legale che si è occupato della parte tecnica dell’esposto e non sono il portavoce del gruppo. Da cittadino posso dire che l’impressione è che gli enti competenti non sappiano cosa fare al di là delle misure tampone dei dearsenificatori. Nonostante il problema nacque nel 2001”.

 

Ci si impegnano a fondo?

“Non sanno nemmeno loro come intervenire se con dearsenificatori che sono soggetti a manutenzione e hanno costi elevati. L’alternativa potrebbe essere la miscelazione con acque meno cariche di arsenico. Processo meno oneroso. Però su questo la Regione Lazio non ha le idee chiare. Ma non solo la Regione. Voglio ricordare che in Italia 1 milione di persone è coinvolta da questo problema. 5 regioni, 2 province autonome. Il maggior numero di persone è laziale e la parte del leone la fa la provincia di Viterbo. Secondo vari studi l’arsenico va messo in relazione a casi di mortalità non solo per tumori, ma anche per malattie cardiovascolari e diabete. Man mano che gli studi progrediscono e la tecnica migliora sarà sempre più chiaro il prezzo che i viterbesi hanno già pagato e stanno ancora pagando”

 

Quale è lo stato dell’arte?

“Abbiamo ricevuto una missiva della Regione della direzione regionale infrastrutture che si riferisce solo a dearsenificatori per aree soggette a Talete. Ci indicano come non siano ancora a norma 28 dearsenificatori per zone con concentrazione tra 10 e 20 mg\l. In più ci sono Grotte di Castro e Bagnoregio non a regime nonostante siano sopra i 20mg\l. In più sono da considerarsi le aree dove non dono ancora iniziati i lavori e tutti quelle aree non gestite da Talete”.

 

Quali sono le limitazioni?

“L’acqua non è idonea al consumo umano. Non solo per bere o per lavarsi i denti. Secondo alcuni studi non ci si potrebbe nemmeno lavare gli ambienti nei quali si vive. Alcuni studi ipotizzano addirittura che l’acqua nei termosifoni possa essere nociva. Sulla situazione, nonostante la deroga sia scaduta a gennaio 2013, sembra non esserci piena consapevolezza. Ci sono studi scientifici che mettono in relazione l’arsenico a malattie e decessi. Non solo probabilità ma proprio dati statistici”.

 

L’esposto in procura a cosa può portare?

“Intanto potrebbe aprirsi un procedimento penale. Noi speriamo anche che possa indurre la politica ad agire. Nel momento in cui ci dovesse essere la prova scientifica che qualcuno è morto o ammalato a causa di questo si passerà ad altre iniziative. Faccio presente che già l’UE ha aperto un’infrazione versi l’Italia che dovrà pagare, con le tasse dei cittadini, multe che maturano giorno per giorno”.

 

 

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