
VITERBO – Riflettori sulle elezioni europee. Tutti i ragionamenti sul territorio e oltre sono bloccati da questa scadenza elettorale: 26 maggio.
Diffusa è la sensazione che ci sarà un radicamento del cambio di forze già emerso nel marzo scorso. Tutti sono pronti a scommettere in un grande successo della Lega, che nel centrodestra (per gli alleati) è la cosa che in realtà spaventa di più. Alcuni, sempre nel centrodestra o nel Pd, si raccontano di potersi rafforzare pescando nei voti grillini ritenuti (a torto) in libera uscita. Il ragionamento di un’erosione dell’elettorato dei Cinque Stelle, basata sui numeri venuti fuori dalle urne regionali, è nulla più che una “speranza” per gli ultras delle altre forze politiche.
In realtà i Cinque Stelle stanno crescendo anche in competizioni, quelle degli enti intermedi, dove prima (fatte rare eccezioni) andavano malissimo. Un rafforzamento dovuto alla trasformazione del Movimento in forza di governo.
Ma mentre i pentastellati giocano da soli e quindi non sono coinvolti in determinate dinamiche di coalizione su base locale per gli altri questa “serenità” non c’è. C’è invece la paura, per i vasi deboli di queste alleanze (parliamo ovviamente di centrodestra), che una volta ottenuto un successo forte alle europee la Lega possa andare a strattonare le varie coalizioni. In particolare modo la cosa interessa Palazzo dei Priori. Al Comune di Viterbo infatti le elezioni di giugno hanno tratteggiato una situazione paritaria tra le tre forze partitiche dell’alleanza: 6 consiglieri a Forza Italia, 6 a FdI e 6 alla Lega. Poi, in corsa, c’è stato qualche rimescolamento.
Se la Lega otterrà un grande successo gli altri alleati temono possa chiedere “la luna” nel rimpasto di giunta. Non essendoci l’intenzione di acconsentire ci sarebbero “forze politiche sotterranee” al lavoro per costruire una ciambella di salvataggio all’amministrazione Arena, in caso di rottura col Carroccio.
Il passante dell’operazione sarebbe, dicono questo i bene informati, in Forza Italia. Partito che rischia il più forte ridimensionamento elettorale della sua storia proprio in queste europee. E la sponda tra i banchi dell’opposizione può trovare diverse opzioni anche perché ci sono interi pezzi delle minoranze che non avendo casacca di partito bene si presterebbero a sposare la sempre di moda causa del sostegno “per il bene della città”.
Così diverse fragilità in campo potrebbero unirsi in contrapposizione a chi sembra destinato a diventare sempre più grande e congelare quindi la situazione a proprio vantaggio nei palazzi del potere. Non solo al Comune di Viterbo quindi.

















