L'area parcheggio di via Garbini cambia pelle: asfalto per ridurre le emissioni di calore, panchine smart e venti alberi

VITERBO - Uno spazio quindi più verde e a misura d'uomo. Una riqualificazione pilota, destinata ad aprire la strada a una riqualificazione intelligente delle aree urbane.
VITERBO – L’area parcheggio di via Garbini, quella davanti gli uffici comunali, sta per cambiare volto in maniera radicale. Un progetto innovativo ne prevede la riqualificazione secondo crismi di contemporaneità.
L’area verrà riqualificata, i lavori sono iniziati nella giornata di ieri, con l’impiego di un asfalto chiaro per ridurre le emissioni di calore, saranno presenti delle panchine intelligenti con punti di ricarica per gli smartphone e i dispositivi elettronici e verranno piantati venti pioppi.
Uno spazio quindi più verde e a misura d’uomo. Una riqualificazione pilota, destinata ad aprire la strada a una riqualificazione intelligente delle aree urbane.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















