L'arcobaleno sopra i tetti di Viterbo
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Per riprenderci dal grigiore di queste giornate dense di veleni carichiamo le foto di un arcobaleno di tutto rispetto "apparso" intorno alle 17.30 sopra i tetti di Viterbo.

Per riprenderci dal grigiore di queste giornate dense di veleni carichiamo le foto di un arcobaleno di tutto rispetto “apparso” intorno alle 17.30 di oggi, mercoledì 12 febbraio, sopra i tetti di Viterbo.

 

Per non rendere l’articolo completamente inutile vi incollo un po’ di informazioni prese da Wikipedia..

 

Lo sapevate che…

-Che nella Genesi 9:13, l’arcobaleno è un segno del Patto tra Dio e l’umanità: dopo che Noè sopravvive al diluvio universale nella storia dell’Arca di Noè Dio inviò un arcobaleno per promettere che non avrebbe mai più inondato la terra?

-Che l’arcobaleno è anche diventato il simbolo per un movimento moderno nella religione Ebraica chiamato B’nei Noah (figli di Noè)?

-Che il Corpo di Arcobaleno è un concetto importante nel Buddismo Tibetano?

-Che nella mitologia Hindu l’arcobaleno è chiamato Indradhanush, con il significato di arco di Indra, il dio del fulmine e del tuono?

-Che nella mitologia greca, l’arcobaleno era considerato un fenomeno legato alle divinità: si tratta infatti di un sentiero creato dalla messaggera Iris tra terra e paradiso?

-Che nella mitologia cinese, l’arcobaleno era una spaccatura nel cielo sigillata dalla dea Nüwa con pietre di sette colori differenti?

-Che nella mitologia norrena, un arcobaleno chiamato Ponte di Bifröst collega i regni di Ásgarðr e Miðgarðr, che sono rispettivamente le dimore delle divinità e degli umani?

-Che nella mitologia irlandese, il nascondiglio segreto del leprechauno, una sorta di folletto, è una pentola piena di oro, che viene generalmente posta alla fine dell’arcobaleno, un posto praticamente impossibile da raggiungere?

Ora lo sapete.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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