L'appello di D'Alema raccolto a Viterbo, nasce Consenso
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La nascita del comitato risponde in buona sostanza all'appello lanciato da Massimo D'Alema, che ha invitato a formare Comitati in tutta italia per dare vita appunto a un nuovo movimento di centrosinistra.

Si è riunito a Viterbo il Comitato Scelgo No Viterbo, dopo l’affermazione referendaria del 4 dicembre scorso e delle assise del 28 gennaio a Roma in cui, sempre con la Presidenza di Guido Calvi, si è dato vita al Comitato Consenso – “Per un nuovo centrosinistra”.

Il nuovo Comitato sarà ufficialmente costituito ai primi di marzo. “Scelgo No Viterbo si pone semplicemente come promotore di un soggetto politico-culturale nuovo, come nuova è la fase post-referendaria, aperto al contributo e alla partecipazione di tutti coloro che avvertono la necessità di affermare, sulle macerie del renzismo, i valori di giustizia sociale, solidarietà e libertà – spiegano i sostenitori -.

L’analisi svolta è stata impietosa; quasi nulla dell’attivismo governativo di questi anni ha retto alla prova dei fatti: la crisi economica e sociale, l’umiliazione delle nuove generazioni, il fallimento di una intera classe politica senza strategia, programma ed addirittura legge elettorale, sono sotto gli occhi di tutti.

La ricerca di una improbabile rivincita di questo Pd, rischia di consegnare l’Italia alle destre e ai populismi, oggi rampanti ovunque; l’appello rivolto a tutti coloro che ancora affidano all’impegno personale il senso della costruzione di una nuova politica, è quello di informarsi, seguire, contattare i promotori del Comitato Consenso Viterbo, presso: consensoviterbo@gmail.com – 3385826895”.

La nascita del comitato risponde in buona sostanza all’appello lanciato da Massimo D’Alema, che ha invitato a formare Comitati in tutta italia per dare vita appunto a un nuovo movimento di centrosinistra. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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