L'appello dell'associazione Tarquinia nel cuore: “Salviamo la spiaggia delle Saline”
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TARQUINIA - Il mare si è mangiato metri e metri di arenile e in alcuni punti l'acqua è arrivata a ridosso della recinzione della riserva naturalistica.

TARQUINIA – L’appello dell’associazione Tarquinia nel cuore alle istituzioni:”Inaccettabile e vergognoso quanto sta accadendo ad una delle spiagge più belle e importanti della nostra Regione e non solo, un patrimonio naturalistico lasciato nel completo abbandono da parte delle Istituzioni tutte. Ormai dopo oltre circa 15 anni dall’atteso intervento a difesa della spiaggia delle Saline di Tarquinia il mare sta continuando la sua inarrestabile azione distruggendo ogni anno decine e decine di metri di arenile, di bellissima duna mediterranea, con la spiaggia in tanti punti ormai completamente scomparsa. Le forti mareggiate dei giorni scorsi hanno danneggiato ancora una volta purtroppo diverse decine di metri di recinzione e distrutto gran parte della duna che protegge la Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia. Tanti anche i rifiuti lungo la spiaggia, polistirolo, bottiglie di plastica, mascherine, bottiglie di vetro, lattine”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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