L’appello al web delle Clarisse di Farnese: “Aiutateci a riaprire la chiesa del monastero!''
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FARNESE - Le suore di clausura del monastero di Farnese lanciano un appello attraverso il web e chiedono l'aiuto della rete per i lavori di consolidamento della chiesa. Servono 100mila euro.

FARNESE – ”Aiutateci a riaprire la chiesa del monastero!”. È questo l’appello lanciato attraverso il web dalle suore di clausura nel monastero di Farnese. Le sorelle povere di Santa Chiara, meglio conosciute come le clarisse, hanno deciso di affidarsi ad internet e ai social network per trovare i fondi necessari per gli interventi di consolidamento nel monastero di Santa Maria delle Grazie.

Pubblichiamo integralmente l’appello.

Cari amici, la nostra chiesa del XVI secolo è inagibile per improvvise lesioni alle volte.

La Chiesa è per noi il luogo caro dove celebriamo quotidianamente la lode al Signore, il luogo cardine della nostra vita monastica.  E’ il luogo della preghiera che scandisce la nostra vita ma anche lo spazio dove questa preghiera è condivisa con tutti coloro che vi partecipano. La Messa quotidiana, la celebrazione della Liturgia delle Ore, gli incontri di preghiera mensile.

Abbiamo fatto fare una perizia da due ingegneri strutturali e hanno constatato che la volta si è deformata e sta collassando. Bisogna ricostruirla tutta intervenendo dal piano superiore così da poter mettere in sicurezza la struttura in modo definitivo. Stanno preparando un preventivo dei lavori ma già si ipotizza che il costo previsto si aggira intorno ai 100.000 euro. Noi non disponiamo di tale cifra ma non possiamo attendere e rimandare tale consolidamento. Ci affidiamo alla Provvidenza e ci stiamo muovendo in tutti i modi per cercare di raccogliere fondi. Chiunque potesse contribuire anche solo con una piccola offerta a questa opera gliene saremo sempre grate.

Vi portiamo tutti nella preghiera. Grazie di cuore.
Le vostre sorelle clarisse di Farnese

Per chi volesse fare una donazione:

Monastero Clarisse S. Maria delle Grazie
Banca di Credito Cooperativo di Roma
Ag. 2 Farnese (VT)
IBAN: IT 51 R 0832 7730 800000000 22633

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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