Canepina, l’anziana rapinata: “Pensavo fosse mio figlio e invece erano i ladri…”
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CANEPINA - La 91enne ha raccontato ai carabinieri gli attimi di terrore vissuti nella notte tra sabato e domenica.

CANEPINA – “Pensavo fosse mio figlio e invece erano i ladri…” Queste le parole di L.B., la 91enne di Canepina, che, tra sabato e domenica è stata rapinata nella sua casa, un appartamento in pieno centro a piazza Marconi.

Momenti di paura per l’anziana, legata e imbavagliata, in balia dei rapinatori.

Ora è in buone condizioni e avrebbe raccontato tutto ai carabinieri ricostruendo con estrema lucidità come sono andate le cose.

In tre, due uomini e una donna, senza armi, sarebbero entrati in casa sorprendendola nel sonno. Ingente il bottino: si parla di una cifra tra i 150 e i 200mila euro tra denaro e preziosi.

Le indagini dei carabinieri continuano a 360 gradi per arrivare velocemente ad individuare i responsabili del furto.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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