L'Antitrust giudica incompatibili le attività di Sgarbi con il suo incarico da Sottosegretario
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ROMA - Ma c'è di più nelle 60 pagine redatte l’Autorità mette in fila ben 16 incarichi, oltre a quello di sottosegretario: Assessore al Comune di Viterbo, sindaco di Sutri, commissario alle Belle arti e ai musei di Codogno, Presidente del Mart di Trento e Rovereto, solo per citarne alcuni. 

ROMA  – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato censura le attività private e sotto compenso di Vittorio Sgarbi come critico d’arte perché incompatibili con quella istituzionale di Sottosegretario al Ministero della Cultura e smonta la sua difesa.

Sgarbi sostiene che non sono attività professionali ma l’Autorità tira fuori i contratti “di prestazione d’opera”, tutti “supportati da una stabile organizzazione di persone e mezzi a ciò dedicata”. Lui giura che sono attività “accademiche, scientifiche e divulgative”, ma non c’è traccia di “ricerca e insegnamento in ambito universitario”, dice l’Antitrust. Che delibera: “Il sottosegretario alla Cultura, prof. Vittorio Sgarbi ha esercitato attività professionali in veste di critico d’arte, in materie connesse con la carica di governo, a favore di soggetti pubblici e privati, in violazione legge 20 luglio 2004, n. 215”

“Farò ricorso al Tar: ho già incaricato lo studio BonelliErede – ha dichiarato Sgarbi al Corriere –. L’Antitrust va contro l’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola”.

Ma c’è di più nelle 60 pagine redatte l’Autorità mette in fila ben 16 incarichi, oltre a quello di sottosegretario: Assessore al Comune di Viterbo, sindaco di Sutri, commissario alle Belle arti e ai musei di Codogno, Presidente del Mart di Trento e Rovereto, solo per citarne alcuni. 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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